BRESCIA – Contratto di rete: ok soggettività, frena calo tasse

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Con il contratto di rete, istituito dal D.L. 5/2009 e poi modificato dal D.L. 78/2012 e dalla L. 134/2012, due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato. Per aggregazioni di imprese si intende una realtà produttiva costituita da una molteplicità di imprese, tipicamente di piccole e medie dimensioni, tra le quali intercorrono particolari rapporti di collaborazione ed interdipendenza, diversi ed ulteriori rispetto al mero scambio di beni o prestazioni e rispetto alle comuni relazioni di concorrenza di mercato.

imagesTale contratto di rete si è diffuso negli ultimi anni più per le agevolazioni fiscali ad esso connesse che per aggregazioni strategiche: il vincolo maggiore era la mancanza di soggettività Iva, per cui l’aggregazione non poteva fungere né da centrale acquisti per gli aderenti né da ente commerciale per le vendite centralizzate.

Dopo la “concessione” del codice fiscale al Contratto di rete, da agosto 2012 è stato precisato che il Contratto di rete può avere due tipi di forme:

+ In caso di “rete-­organizzazione” prevale la componente soggettiva, e di conseguenza i diritti sui beni conferiti nel Contratto di rete sono in capo alla rete stessa.

+ In caso di “rete-­contratto” prevale invece il format tipico dell’associazione temporanea d’impresa (ATI), anche se la mancanza di temporaneità fa sì che sui beni conferiti nel Contratto di rete si crea un comunione di diritti in capo a tutti gli aderenti alla rete.

Con quasi un anno di ritardo, la circolare 19/6/2013 n. 20/E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che, nel caso lo statuto delinei la modalità “rete-­organizzazione” e individui un fondo patrimoniale comune, possono qualificarsi nel registro delle Camere di Commercio come soggetto dotato di autonoma soggettività giuridica, e quindi anche tributaria. Questo tipo di Contratto di rete­organizzazione, pertanto, oltre al codice fiscale può esercitare attività commerciale distintamente dagli aderenti, con propria partita Iva: quindi emette fatture, versa l’Iva, tenere la contabilità come un consorzio o una cooperativa. Tuttavia, secondo il Fisco, la “rete-­organizzazione” non può accedere alla detassazione degli utili accantonati previsti invece in favore della “rete­contratto”.