BRESCIA – Lavoratori “in nero”: risponde il datore

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La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 32462 del 25 luglio 2013 ha affermato la responsabilità del datore di lavoro per gli illeciti compiuti dai lavoratori anche se questi sono “in nero”, quindi in assenza di un regolare contratto di lavoro: è sufficiente, chiarisce la Corte, che il lavoratore presti la propria opera all’interno dei compiti affidatigli di modo che tale condotta non possa essere ritenuta totalmente estranea al rapporto di lavoro.

La responsabilità ex art. 2409 del codice civile, precisa la Suprema Corte, non deriva dall’esistenza di un contratto di lavoro, ma “è sufficiente che le stesse (i lavoratori) siano inserite, anche se temporaneamente od occasionalmente, nell’organizzazione aziendale, ed abbiano agito, in questo contesto, per conto e sotto la sorveglianza dell’imprenditore”.