COLLIO – “Il buono e il bello”… del Maniva

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In questa afosa estate salire dal fondovalle verso il Maniva è una liberazione per il corpo e per lo spirito. Oddio state molto attenti sulla strada perché tra le curve che portano in

La bella Jenny regina degli aperitivi
La bella Jenny regina degli aperitivi

Alta Valle e poi sulla salita del Maniva incontrate sovente dei piloti che utilizzano i propri mezzi, a motore o no (bici o trattore), piccoli o grandi (auto o camion), a due o quattro ruote (moto o quad) in maniera a dir poco disinvolta.

Arriviamo alla Locanda Bonardi dopo un viaggio comunque tranquillo e rilassante verso le sei di sera. Il Dosso Alto, affascinante e misterioso monte, le cui pendici furono porzione della seconda linea durante la prima Guerra Mondiale, è avvolto da nubi basse. Siamo passati dagli oltre trenta gradi ai diciotto. Si respira. I ragazzini di Lecco del Trinity (corso full immersion di inglese di quindici giorni) fanno i compiti nella sala sotto l’occhio vigile delle suore che li accompagnano. Sul banco sgambetta la pirotecnica Jenni: è la ‘responsabile’ degli aperitivi, abbondanti e rinfrescanti, che ci vengono offerti (ricetta segretissima, tutta nella testa della Jenni, che, essendo testa di donna, è insondabile).

Prima di entrare in sala da pranzo i ragazzi del Trinity recitano la preghiera, in inglese, guidati dal tutor Robert. È insomma un ambiente che profuma di casa, di famiglia, di intimità. Stasera almeno. Raffinatamente rustica ci accoglie la sala, pulitissima e ordinatissima, mentre fuori le basse nuvole si danno da fare per creare un fantasmagorico muro grigio che rende ancora più intimo e ‘alpino’ l’ambiente.

C’è da dire che la ‘buona cucina’ fa parte della politica di eccellenza perseguita dai fratelli Lucchini. Tanto per dire: due sono i cuochi; Ermanno che si occupa dei primi piatti e Pippo che si occupa dei secondi. Non per niente la Locanda ha ricevuto il premio di eccellenza di Tripadvisor (un portale di recensione on-line che misura direttamente la soddisfazione degli utenti), per il 2013. Il premio è indicativo di un gradimento ‘totale’ da parte del cliente; segno che tutto il personale del Bonardi ruota e ingrana, preciso e perfetto, come un orologio svizzero.

Pasta alla Bonardi con Bagoss, il primo piatto che scegliamo, è una pasta fatta in casa con aggiunta di farina gialla, condita con panna nostrana, porri e Bagoss. Servita in cestini di formaggio, è un inno al sole, con il predominio del giallo, e alla vita dei mandriani con i suoi ingredienti a Km zero. Penseresti a un piatto sapido, dai sapori forti e decisi. Invece no: è un piatto lento, acquarello, con note musicali di Brian Eno nel quale farina e porri stemperano la forte personalità del Bagoss. Da bere Jenni ‘la Trottola’ ci porta acqua Maniva, of course, in bottiglia di vetro e un vino rosso del’Azienda Agricola Rambaldini di Poncarale: un vino maschio che è come camminare a piedi nudi sui prati del Maniva. Un’esperienza parsimoniosa e piacevolmente rude.

Arriva il secondo. Un ardito secondo: costoletta di vitello ‘Mari e Monti’. Cioè la costoletta è ripiena di salmone affumicato e verdure appena cotte al vapore. Ci troviamo di colpo nella pittura postmoderna, nella musica elettroacustica di Stockhausen, sensazioni di forte personalità: piace o non piace. A noi ci piace.

E poi Pippo, siculo, ci fa portare cassata e piccoli cannoli. Qui la sublimazione erotica del cibarsi (posto il fatto che a questo punto sei più che sazio) raggiunge la sua apoteosi. Freschezza, appagamento dei sensi, la ricotta che esplode in bocca, il marzapane sulla lingua che amoreggia con i canditi…

Il menù della Locanda è, ovviamente, vario e allettante: dal formaggio marinato servito da antipasto, ai casoncelli nostrani alla bresciana, ai bocconcini di vitello con porcini, polenta e tartufo alla Charlotte all’ananas con salsa ai frutti d bosco… Il nostro prossimo appuntamento potrebbe vedere, a ogni buon conto, un tête a tête con i riccioli di trota (squisite le trote dei nostri torrenti) su letto di salsa allo zafferano e spinacini. E sarà un confronto serrato.

A questo punto uscite fuori, con un bicchierino (meglio la bottiglia) di grappa Francoli invecchiata in barriques di Limousin e un Antico Toscano: le scarse luci, gialle e tremolanti, del fondovalle che a stento perforano le nebbie diverranno potenti raggi propulsori che vi faranno decollare verso l’infinito e oltre…