BRESCIA – Aib con Marchionne: “Fare impresa è (quasi) impossibile”

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L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne ha lamentato come “in Italia sia difficile fare impresa”. Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, pur ammettendo difficoltà, gli ha risposto che però “ci sono molte imprese che stanno continuando a investire, crescere, creare profitto e posti di lavoro”. Noi andiamo oltre – dice il presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, Marco Bonometti – e diciamo: fare impresa è quasi impossibile e le difficoltà sono maggiori tanto più l’impresa è piccola. Certo, ci sono imprenditori che investono e competono tutti i giorni per difendere le proprie aziende e i risultati ottenuti, ma lo fanno solo per il grande senso di responsabilità che continuano ad avere verso la comunità nella quale lavorano e verso i propri collaboratori.

Il presidente di Aib Marco Bonometti
Il presidente di Aib Marco Bonometti

Parlano i fatti. Tre anni  per spostare una portineria: è accaduto a Brescia. Leggi e regolamenti contraddittori, oppressione normativa incontrollabile che ci colloca per complessità della regolamentazione al 142esimo posto nel mondo dietro la Grecia, i tempi di allacciamento alla rete elettrica di 155 giorni contro i 17 della Germania ci confermano che solo far partire un‘impresa in Italia è difficile. Inspiegabili resistenze a ogni iniziativa pubblica o privata legata alla costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia.

Ecco perché serve correggere le distorsioni che ci allontanano dai paesi concorrenti e ricreare rapidamente quelle condizioni che consentano alle aziende di esercitare liberamente la propria funzione. Non chiediamo aiuti, domandiamo certezze: politiche, giuridiche e sindacali. E fino a che queste certezze continueranno a mancare, su 1.400 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri nel mondo, l’Italia continuerà a intercettarne una minima parte, restando un Paese scarsamente attrattivo verso gli investitori stranieri. Nella facilità del “fare impresa” l’Italia è 73esima nel mondo e non aiutano i fattori strettamente economici: un costo del credito del 4,4% annuo (2,9% la Germania), il prezzo dell’energia a 184 euro per megawatt/ora  contro una media di 143, una produttività del lavoro bassa e un’efficienza logistica che ci vede al 24esimo posto.

Oltre al permanere di incomprensibili rigidità sindacali, ormai fuori dal tempo e dalla storia, ma alle quali gli investitori stranieri sono attentissimi. Certo, come dice il Ministro, ci sono molte aziende che investono, ma rimangono troppi fattori negativi che condizionano la quotidianità e soprattutto le prospettive: inefficienza delle istituzioni pubbliche, sistema giudiziario, eccessivo carico fiscale, cui si aggiungono scarsa flessibilità del lavoro, inadeguatezza delle politiche di promozione degli investimenti esteri. Possiamo cambiare? Dobbiamo – conclude Bonometti – ma il tempo davanti è sempre meno e se non avremo il coraggio e la volontà di cambiare, la responsbailità di un’inevitabile declino sarà di noi tutti.

1 Commento

  1. E’ vero: fare impresa in Italia non è facile. Non dimentichiamo, però, che nel nostro Paese è possibile creare un’impresa e pagare solo il 5% di tasse, un fisco agevolato che non si trova in nessun altro Paese europeo. Ma tutto questo non basta per creare un’impresa di successo. Come scrivo nel mio ultimo e-book dal titolo “Fare impresa” è necessario avere determinazione, forza di volontà e una buona dose di coraggio.
    http://www.lavoroimpresa.com/199_fare_impresa_libro_per_imprenditori_successo

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