BRESCIA – Credito InCassa, firmata l’intesa per l’avvio della misura

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Con la firma del Protocollo d’Intesa, Regione Lombardia, Finlombarda, Associazione nazionale dei Comuni d’Italia-Lombardia, Unione delle Province lombarde, Associazione italiana per il factoring, Commissione regionale Associazione Bancaria Italiana della Lombardia hanno sancito ufficialmente la propria collaborazione, già annunciata, per realizzare ‘Credito In-Cassa’, l’iniziativa che consente di smobilizzare un miliardo di euro per pagare le imprese creditrici verso le Pubbliche amministrazioni. Per Regione Lombardia ha firmato il documento l’assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini.

1Sinergia e collaborazione – L’assessore Melazzini ha sottolineato la “grande sinergia e collaborazione che si è instaurata per questa iniziativa, con cui liberiamo risorse importanti per le imprese”. “E’ necessario – ha detto ancora Melazzini – dare motivazioni alle imprese per farle ripartire. ‘Credito In-Cassa’ va in questa direzione”. Il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana ha parlato di “una iniziativa per noi fondamentale”, rimarcando la “tempestività con cui siamo riusciti a fare un provvedimento complesso e articolato”. Il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano, in rappresentanza di Upl, ha definito ‘Credito In-Cassa’ “un’operazione molto efficace. Ben vengano questi fondi, che aiuteranno le imprese a lavorare meglio ed a evitare di creare ulteriore disoccupazione”.

A chi si rivolge – ‘Credito In-Cassa’ si rivolge a tutte le imprese lombarde (micro, piccole, medie e grandi) singole in qualunque forma costituite, con sede legale o operativa in Lombardia, appartenenti a tutti i settori, che abbiano crediti scaduti o che saranno scaduti alla data di presentazione della domanda per la fornitura di beni e/o servizi/lavori nei confronti di Comuni/Unioni di Comuni e Province lombardi.

La dotazione e finanziaria – Un miliardo di euro messo a disposizione dalle società di factoring convenzionate che acquisteranno i crediti vantati dalle imprese nei confronti degli Enti locali aderenti a ‘Credito In Cassa’, attraverso contratti di cessione del credito pro soluto stipulati con le imprese creditrici. La cessione pro soluto libera in tal modo l’impresa dal rapporto debito-credito con l’Ente locale e vede la società di factoring quale nuovo creditore dell’Ente locale. Della dotazione finanziaria complessiva, il 70% è destinato a sostenere le imprese che vantano crediti nei confronti dei Comuni e delle Unioni di Comuni lombardi e il 30% a sostenere le imprese che vantano crediti nei confronti delle Province lombarde.

I crediti – I crediti vantati dalle imprese nei confronti dell’Ente locale devono essere certificati da quest’ultimo ai sensi del Decreto ministeriale Certificazione del 25 giugno 2012. I crediti devono altresì essere scaduti, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili al momento della presentazione della domanda di accesso dell’impresa all’iniziativa Credito In Cassa. I crediti potranno riguardare sia le spese correnti (spese ordinarie), sia le spese in conto capitale (spese di investimento) e avere un importo minimo di 10.000 euro e massimo di 750.000 per i Comuni e le Unioni di Comuni e di 1,3 milioni per le Province e i Capoluoghi di Provincia. Se l’impresa si impegna a liquidare a sua volta i propri sub-fornitori, tali importi sono aumentati rispettivamente fino a 950.000 euro per i crediti verso i Comuni e le Unioni di Comuni e fino a 1,5 milioni di euro per i crediti verso le Province e i Comuni Capoluoghi di Provincia.

I vantaggi per le imprese – Grazie alla cessione del credito pro soluto, le imprese possono migliorare la situazione dei propri bilanci immettendovi liquidità e guadagnare la possibilità di accedere a nuovi crediti. Grazie al contributo di Regione Lombardia i costi connessi alle operazioni di cessione dei crediti sono scontati a favore delle imprese nella misura dello 0,75%.

I vantaggi per gli Enti locali – Gli Enti locali possono riprogrammare i pagamenti legati a debiti già maturati anche successivamente alla data del 31 dicembre 2012 (limite temporale previsto dal DL n. 35/2013) e dilazionare il rimborso dei propri debiti fino a 8 mesi per quelli di parte corrente e fino a 18 mesi – nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica – per quelli di parte capitale senza nessun onere economico a proprio carico. Le scadenze massime previste per il rimborso sono di 12 mesi per la parte corrente e di complessivi 36 mesi per gli investimenti, con interessi moratori a carico degli Enti locali inferiori a quelli previsti dalle Legge.