Roger Federer, il Re che non si arrende

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Il Re è caduto? Questa è la domanda che sta assillando tutti i tifosi di Roger Federer, dopo le recenti e deludenti sconfitte negli ultimi due tornei di Amburgo e Gstaad.

imagesSembra non avere fine il momento nero del campione svizzero, che dopo una prima parte di stagione non esaltante, scivola anche nei tornei di Amburgo e di Gstaad, per di più contro avversari con i quali l’anno scorso non avrebbe avuto nessun tipo di problema a sconfiggere in due set. Nella sconfitta di ieri contro Brands, numero 55 del mondo, si è vista la cattiva condizione di Federer. Infatti poche ore prima del match circolavano voci di un suo possibile forfait, a causa dei soliti dolori alla schiena. A fine partita è stato proprio Re Roger ha rivelare i suoi preoccupanti problemi fisici, che gli provocano degli spasmi muscolari alla schiena, tanto da compromettere la sua partecipazione al Master di Montreal.

Per cercare di capire la situazione attuale, bisogna tornare indietro a più di un anno, cioè a Wimbledon 2012, quando Federer accusò i primi gravi dolori alla schiena nella partita giocata e vinta con Malisse. All’ora sembrava solo un episodio isolato, anche perché lo svizzero aveva concluso la stagione con buoni risultati. Le cose hanno preso una piega decisamente diversa quest’anno: poca preparazione a causa della tournée in Sud America, dove ha disputato solo partite d’esibizione; il cambiamento della sua programmazione per poter rifiatare durante la stagione e gli ormai cronici dolori alla schiena hanno condizionato, e non poco, le performance del campione di Basilea.

images (1)Tutti motivi da prendere inevitabilmente in considerazione per esaminare la situazione, non dimenticando però la carta d’identità, che il prossimo 8 agosto farà segnare 32 anni. Il leggero calo di velocità, i riflessi quel poco più lenti, sono stati i motivi che hanno fatto decidere Roger a cambiare racchetta. Ha lasciato la sua storica Wilson da 90 pollici, per un nuovissimo prototipo da 98 pollici, che gli dovrebbe permettere più margine d’errore, più potenza, ma forse meno precisione, per poter tenere i durissimi scambi da fondo campo.

La strada per trovare la giusta sintonia con il nuovo attrezzo è ancora lontana. Alcuni esperti del settore infatti si dicono scettici del fatto che Federer possa decidere di tenere quest’ultima racchetta. Io credo che se Federer recuperasse la consueta condizione psicofisica, farebbe bene a tornare alla 90, adattissima per il suo tennis. Il dubbio però è se Roger possa più tornare quello di prima. Staremo a vedere.

Nel frattempo stringiamo i denti e proseguiamo accompagnando il Re nella usa prossima battaglia, sostenendolo e incoraggiandolo sotto le sue insegne. Il Re è quindi caduto? No! Sta ancora lottando per aumentare le sue conquiste e far sognare i suoi sudditi.