BRESCIA – Rendita catastale: ecco cosa è questo sconosciuto…

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Molte delle imposte, Imu in primis, che paghiamo sugli immobili dipendono dal valore della rendita catastale. Ma cosa è e come si calcola tale rendita? In attesa di capire cosa ne sarà dell’Imu, per ora rinviata a Settembre, se il Governo Letta riuscirà a riscrivere la disciplina fiscale che riguarda gli immobili (entro la fine di agosto) e se ci sarà mai la tanto decantata e attesa riforma del catasto, per ora continuano a valere le vecchie regole.

Data l’importanza, cerchiamo quindi di capire cos’è, a cosa serve e come si attribuisce la “rendita catastale” a un bene immobile.

Innanzi tutto la rendita catastale “è la rendita media ordinaria ritraibile previa detrazione delle spese di ripartizione, manutenzione e di ogni altra spesa o perdita eventuale. Nessuna detrazione avrà luogo per decime, canoni, livelli, debiti e pesi ipotecari e censuari, nonché per imposte, sovraimposte e contributi di ogni specie” (art. 9 del regio decreto legge n. 652 del 13 aprile 1939). In pratica, è un valore che serve per determinare il valore catastale di un immobile e si definisce sulla base di due elementi: 1) la dimensione dell’immobile, misurata sulla base del numero dei vani, la superficie e la volumetria; 2) l’estimo, la cui tariffa è attinente alla zona censuaria in cui è situato l’immobile e alla sua tipologia ed è determinata dal Comune sulla base della destinazione d’uso prevista per l’immobile.

Rendita catastaleLa rendita catastale serve per calcolare il valore dell’immobile nei casi di compravendita e per determinare Irpef, tasse e imposte da pagare allo Stato. Gli attuali valori delle rendite catastali risalgono al 1988-89: il valore della rendita viene periodicamente aggiornato con specifici coefficienti fissati attraverso provvedimenti normativi relativi alle varie imposte.

Per attribuire la rendita catastale corretta ad un dato bene immobile bisogna tenere conto dell’uso e dell’apprezzamento che i proprietari attribuiscono ai loro beni. Ciò significa che la rendita aumenta in caso di lavori di ristrutturazione importanti o, al contrario, diminuisce a seguito di abbandono e assenza di manutenzione sull’immobile. Per classificare l’unità immobiliare, oltre che della sua dimensione, bisogna poi tenere conto delle sue caratteristiche: 1) estrinseche, cioè quelle che derivano dalla sua posizione (zona centrale, di pregio, periferica, etc.) e dai servizi di cui può usufruire (vicinanza di negozi, scuole, impianti sportivi, trasporti pubblici, qualità dell’aria, vie di comunicazione etc.); 2) intrinseche, cioè quelle proprie del bene (finiture edilizie, dotazione di impianti, tipologia di fabbricato, etc.

È possibile conoscere una rendita catastale anche online accedendo al sito dell’Agenzia del Territorio e inserendo: 1) CODICE FISCALE 2) PROVINCIA in cui si trova l’immobile 3) IDENTIFICATIVI CATASTALI ad esempio Sezione, Foglio e Mappale ovvero Particella dell’immobile al Catasto Terreni o al Catasto Fabbricati.