PADENGHE – La nuova sala conferenze e la variante PA Azzurra

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Padenghe: la piccola Russia per i detrattori, la piccola Svizzera per i sognatori, la piccola Italia per gli avveduti. La storia della riqualifica di Piazza D’Annunzio, ancora una volta, dà ragione a quest’ultimi.

imagesParte integrante della nuova piazza è la costruzione di una “sala conferenze strutturata”. Per realizzarla si rende necessario l’acquisto di un negozio da adibire alla nuova destinazione d’uso. Se non che, la recente legge 64/2013 vieta a tutte le pubbliche amministrazioni di acquistare, per l’anno 2013, qualsiasi tipo d’immobile a titolo oneroso (compresi perciò gli acquisti per la realizzazione di opere corredate da dichiarazione di pubblica utilità). Tra le varie, tale divieto non si applica alle procedure relative a convenzioni urbanistiche previste dalle normative regionali e provinciali. Viene allora stipulata una convenzione tra il Comune e la ditta Azzurra srl. Potendo usufruire di una diversa e più confacente collocazione della capacità edificatoria di Villa Tosi ed annessa cascina, l’azienda costruttrice s’impegna a rilevare il negozio in questione e a cederlo al Comune. L’acquisto e cessione dell’immobile compensa, di fatto, il versamento degli oneri urbanistici. Fatta la legge, trovato il “cavillo”.

E’ giusto sottolineare che sul piano della legittimità e della democrazia rappresentativa l’operato dell’amministrazione è ineccepibile. Sul piano della trasparenza è, quanto meno, opinabile. Il percorso che porta alla democrazia partecipativa è ben lungi dal compiersi.