GARDONE – Primi sei mesi 2013, per Banco di Prova numeri record

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Le armi non sentono la crisi economica. Anzi, è un settore che sta aumentando la produzione e quindi i controlli di test prima di metterle sul mercato. Questa è l’analisi che viene dal bilancio per i primi sei mesi, da gennaio a giugno 2013, del Banco Nazionale di Prova di Gardone Valtrompia presentata ieri alla Fondazione Micheletti di Brescia dal presidente dell’ente Aldo Rebecchi.

SONY DSCIl resoconto 2012 veniva definito come “bilancio eccezionale”, mentre per il 2013 si prevede addirittura oltre i limiti per identificare un settore, quello delle armi, che negli ultimi tre anni sta avendo un grande successo di vendite e test. L’ente gardonese, unico in Italia riconosciuto per certificare le armi da sparo, dai fucili alle pistole, nei primi sei mesi dell’anno ha testato oltre 487 mila prodotti rispetto ai poco più di 400 mila dello stesso periodo l’anno scorso, un aumento del 20% in un anno.

Tra le armi più verificate ci sono quelle a salve con un aumento di oltre 51% che raggiunge addirittura il 90% solo a giugno, mentre l’unica nota negativa sono le “parti sciolte” in calo del 26%. Facendo i conti al Banco di Prova, quindi, dove lavorano 85 dipendenti, il risultato netto nel primo semestre 2013 è positivo per 80 mila euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tra i fattori positivi che hanno portato al successo, anche economico, dell’ente valtrumplino c’è il fatto di aver rinnovato il contratto aziendale ai lavoratori senza avere proteste, assemblee sindacali e quindi rispettando i tempi di lavoro e consegna e poi ha saputo sfruttare il mercato estero dove il settore delle armi raggiunge vette oltre il 90%, soprattutto gli Stati Uniti dove, come ha confermato il presidente Rebecchi, dopo aver liberato i magazzini li sta rimettendo in sesto.

E oggi in via Mameli arrivano circa 4.500 armi al giorno da controllare. Se si tratti di un successo destinato a proseguire oppure una situazione temporanea si vedrà nei prossimi mesi, ma il presidente del Banco tiene i piedi per terra e conferma la tendenza che vede nel 2014 un trend ancora positivo, ma non con gli stessi numeri importanti di questo primo semestre. Sul fronte del contratto rinnovato, c’è la firma della Direzione aziendale, della Fiom e Rsu ma non della Fim che dice no all’impostazione attuale. L’intesa prevede un aumento sul superminimo di 30 euro per tutti gli operai da luglio e 140 euro una tantum tra gennaio e giugno di quest’anno.