BRESCIA – Calcestruzzo e ambiente, nuovo indice ICMQ ECO

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D’ora in avanti, anche per prodotti siderurgici di base come l’acciaio per calcestruzzo armato, la competizione globale si giocherà sempre più sulle prestazioni ambientali. Non solo alta qualità, che vuole dire garanzie di caratteristiche meccaniche soprattutto in chiave antisismica, quindi, ma anche ecosostenibilità diventano gli aspetti caratterizzanti del “tondino”. ICMQ, organismo di certificazione indipendente leader nel settore delle costruzioni, ha introdotto la certificazione volontaria ICMQ ECO, una sorta di “patente a punti” articolata in diversi livelli. Le prestazioni ambientali (tra le quali l’uso di energia, il consumo di acqua e le emissioni inquinanti), con riferimento ai valori minimi e massimi, potranno determinare un punteggio variabile in modo lineare fino a 5, e costituiranno i valori di riferimento per la valutazione dei livelli di certificazione raggiunti dal produttore con criteri analoghi, per esempio, a quanto prevede la normativa “Euro” per gli autoveicoli.

Calcestruzzo armatoE, come è avvenuto nel caso delle automobili o di tutti gli altri prodotti che hanno messo i loro clienti di fronte alla possibilità di scegliere prodotti più o meno “verdi”, dove il miglioramento di quest’aspetto è spesso andato al di là di ogni attesa (già Euro 4 era considerata una buona prestazione ambientale, oggi siamo ad Euro 6), così la premialità sulle prestazioni ambientali dell’acciaio spingerà ad altrettanto significativi passi avanti. Insieme ICMQ, organismo che attesta la qualità di numerosi prodotti della filiera delle costruzioni, per esempio il calcestruzzo, i massetti, i laterizi, i pannelli prefabbricati, le malte, gli intonaci, e SISMIC, l’Associazione tecnica con sede a Brescia per la promozione degli acciai sismici per cemento armato, che riunisce specialisti di questo comparto siderurgico, quali Alfa Acciai, Acciaierie di Sicilia, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia e Industrie Riunite Odolesi – I.R.O., hanno messo a punto questo standard a livelli (Eco, Silver, Gold e Platinum), già presente come concetto in tanti altri prodotti.

Grazie poi al fatto che i produttori bresciani, con l’iniziativa di Ramet, avevano già siglato e messo in atto un accordo volontario, dove si ponevano dei limiti ambientali abbondantemente sotto quelli di legge, ecco che, sin dall’inizio della vita di questo label, gli stessi possono già fregiare i loro prodotti con il livello di certificazione Gold, che significa un impatto ambientale decisamente più ridotto rispetto all’acciaio corrente: – 38% di energia impiegata e una diminuzione del 60% di diossine emesse, di polveri sottili e di rifiuti pericolosi generati durante il processo. Ma anche assoluta trasparenza nei monitoraggi in continuo di queste performances e standard decisamente selettivi nell’ambito della salute e sicurezza dei lavoratori, con la volontà di perseguire nel tempo, col lavoro e gli investimenti necessari, il livello di eccellenza.

La certificazione ICMQ ECO verrà presentata agli addetti ai lavori venerdì 26 luglio alle 15 alla Fiera di Brescia in via Caprera, 5 nel corso del 58° Congresso nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia. Non potendosi misurare sul costo del lavoro e su altri elementi strutturali con i produttori dei Paesi in via di sviluppo, l’acciaio italiano sceglie di affrontare la concorrenza globale puntando su qualità e ambiente. La certificazione ICMQ ECO, fissando standard molto più elevati rispetto agli attuali obblighi di legge, va proprio in questa direzione e rende sostenibilità ed eco-compatibilità due asset competitivi. Uno sforzo dettato anche da una domanda internazionale sempre più “sofisticata” e attenta al tema ambientale anche da parte dei mercati emergenti.