MONIGA – Allergen Free: il primo vino IGT del Benaco senza solfiti

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Il vino, come tutte le altre specialità agroalimentari, è un “prodotto culturale”, perché la trasformazione che l’uomo opera sulla natura è sempre cultura. Ciò non significa che non possa esistere una tipologia di vino prodotta secondo standard meno invasivi in tutti i diversi passaggi, senza demonizzare la tecnologia ma sfruttandone gli aspetti positivi per interventi minori. L’obiettivo è rispettare l’ecosistema e creare innanzitutto un prodotto sano, con precise caratteristiche di salubrità e leggerezza, mettendo in secondo piano aspetti che oggi vanno tanto di moda e hanno reso il vino una specialità quasi esoterica. L’ultima novità gardesana in questo senso arriva da Moniga, dove l’azienda agricola Turina ha presentato il suo primo vino “Allergen Free”. Si tratta di un Marzemino Igt Benaco Bresciano della vendemmia 2012, completamente privo di solfiti e di altre sostanze potenzialmente allergizzanti.

varieINGRESSO_CANTINA«Le prime sperimentazioni per arrivare a questo traguardo sono cominciate circa dieci anni fa – spiega Paolo Turina, uno dei proprietari dell’azienda – Si tratta di un risultato che abbiamo raggiunto a partire dalla campagna, attraverso il cambiamento delle procedure colturali con particolare riferimento alla riduzione dell’utilizzo di zolfo.

In cantina abbiamo invece utilizzato dei lieviti selezionati che, grazie anche ad un particolare controllo delle temperature in fase di vinificazione, ci hanno consentito non solo di evitare l’aggiunta di solforosa, ma anche di abbattere la componente endogena naturalmente prodotta dalla fermentazione dell’uva, restando sotto la soglia di rilevabilità pari a 5 mg al litro. Va inoltre detto – precisa Turina- che i vini rossi particolarmente strutturati e colorati hanno già negli antociani un’importante componente contro l’ossidazione».

La nuova tipologia, che avrà un costo di soli 50 centesimi in più rispetto al corrispondente tradizionale, debutterà con un quantitativo potenziale di ventimila pezzi su una produzione media annua di 200mila bottiglie. Il consumatore avrà pertanto una possibilità,un’alternativa in più per gustarsi un vino con caratteristiche che gli permettano di tornare ad essere un prodotto quotidiano e non di lusso.