GARDA – Legambiente: il 60% del lago è inquinato

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Allarmante il verdetto della Goletta dei Laghi di Legambiente, secondo le cui analisi più della metà dei campioni prelevati sono risultati fortemente inquinati. Questi i risultati raccolti nell’ottava edizione della campagna.

Garda golettaSu nove campioni prelevati nella parte lombarda del Garda ben sei sono risultati inquinati: i vertici di Legambiente si dicono preoccupati per la presenza di alte concentrazioni di batteri nei torrenti che raccolgono le acque dall’entroterra e che attirano bagnanti del tutto ignari dei rischi che corrono. Nella fattispecie i batteri trovati sono Enterococchi intestinali ed Escherichia Coli. La portavoce della Goletta dei Laghi Barbara Meggetto ha spiegato che siamo ancora molto, troppo, lontani dal raggiungimento degli standard di qualità ecologica imposti dalla direttiva europea 91/271; standard che entro il 2015 dovranno essere raggiunti. La donna si è quindi rivolta alle istituzione affinchè non allentino, ma al contrario aumentino, nonostante la crisi, gli investimenti sulle infrastrutture fognarie e depurative. Sulla sponda bresciana del lago sonorisultati essere sei i punti inquinati: si tratta del canale vicino alla spiaggia di Salò (località le Rive) e di quello a Rivoltella, della foce del rio Maguzzano, che sfocia tra il Lido di Lonato e Padenghe, della foce del torrente nei pressi del porto di Padenghe, delle foci del torrente Bornico a Toscolano e del torrente Barbarano a Salò.  Qualche risultato positivo, tuttavia, è stato raccolto: per la prima volta dal 2006, il torrente San Giovanni a Limone, il torrente Toscolano a Toscolano Maderno, lo scarico sul lungolago Cesare Battisti, vicino al lido Desenzanino, si attestano entro i limiti di legge.

“I Comuni – annota Legambiente – si impegnino maggiormente nei controlli contro gli scarichi abusivi. Necessari maggiori investimenti nel sistema depurativo”. Il responsabile di Goletta dei Laghi Simone Nuglio ha aggiunto che le analisi effettuate non fanno altro che confermare che la maggior parte dei problemi del Garda proviene dalle acque interne.

Per quanto riguarda poi il Garda veronese, sono risultate inquinate le foci del torrente Gusa e del torrente S. Severo, rispettivamente nei Comuni di Garda e Bardolino (località Punta Cornicello). Fortemente inquinati a Pai il punto vicino a via Pai di Sotto angolo con via Manzoni, a Lazise la foce del torrente Marra e a Valeggio sul Mincio il campione prelevato in via del Garda in località Salionze. Il torrente  Marra a Lazise ha presentato un’alta concentrazione di Escherichia coli.

Nei limiti di legge, invece, le acque di Malcesine, Torri del Benaco, la foce del rio Sermana a Peschiera e la foce del Dugale a Castelnuovo in località Ronchi.
“Il monitoraggio scientifico di Legambiente ha messo in luce le numerose criticità – ha spiegato Nuglio – per quanto riguarda l’inquinamento proveniente da scarichi civili non depurati che riguardano i grandi laghi del nord Italia. Una carenza, quella del sistema depurativo, che nel nostro Paese riguarda ancora quasi un quarto della popolazione”.