BRESCIA – Tre morti alla “Sei” di Ghedi, condanna anche civile

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La sentenza emessa dalla sezione civile, che segue quella precedente della sezione penale, ribadisce che il modo in cui era stato organizzato il lavoro alla “Sei” di Ghedi abbia comportato la morte dei tre lavoratori, ma anche come siano stati offesi altri soggetti come i lavoratori stessi, la cittadinanza e il sindacato.

Tribunale BsIl giudice Carla D’Ambrosio della sezione civile del Tribunale di Brescia – si legge in una nota diffusa dalla Cgil e Fiom di Brescia – il 18 giugno ha emesso la sentenza sulla causa civile avanzata nel 2005 dalla Cgil e dalla Fiom di Brescia, con gli avvocati Carlo Smuraglia, Fausto Cadeo e Umberto De Luca, nei confronti della “Sei spa”, dell’ing. Matassi e del dott. Santi in veste di responsabile del servizio qualità l’uno e di direttore tecnico l’altro, in riferimento a quanto accaduto nello stabilimento nell’agosto del 1996 dove dopo l’esplosione di una bomba a cui stavano lavorando, sono morti tre lavoratori.

La sentenza in sede civile segue quella penale che condannava gli stessi soggetti, emessa nel 2000, confermata poi in appello. La sentenza del giudice Carla D’Ambrosio interviene, tra gli altri – continua la nota – su alcuni punti che riteniamo importante sottolineare e che attengono al ruolo e ai compiti del sindacato, infatti, si riconosce “la legittimazione attiva delle organizzazioni sindacali attrici” in ragione dei loro “compiti”, degli interessi “di cui le associazioni sindacali sono portatrici” della loro radicazione territoriale e della “attività dispiegata nella tutela della sicurezza del lavoro nelle industrie del territorio bresciano”.

Il giudice statuisce, inoltre, “la responsabilità civile dei convenuti Sei spa, Matassi e Santi in relazione ai danni subiti dai sindacati attori” sia per quanto “statuito dal giudice penale con efficacia di giudicato” sia per la sussistenza della responsabilità “indiretta della Sei ex art 2049 c.c” sia “diretta in capo alla Sei spa ex art 2087 c.c”. Quanto stabilito dalla sentenza sancisce l’importanza del ruolo e dei compiti del sindacato, nello specifico la Cgil e la Fiom, nonché l’attività e il radicamento che esso ha sul territorio bresciano.

Viene così riconosciuto e confermato il lavoro svolto dalla Cgil e dalla Fiom di Brescia nel ricercare le cause e nel definire le responsabilità nella drammatica vicenda della Sei che provocò la morte di tre lavoratori, non solo – conclude la nota – quel lavoro e il grado di radicamento del nostro sindacato, l’attività svolta, fanno sì che venga riconosciuto anche a questo livello il ruolo, i compiti e gli interessi di cui siamo portatori. La Cgil e la Fiom ricordano i lavoratori deceduti a causa dell’esplosione, Franco Sentimenti, Dario Cattina e Giuseppe Bignotti.