BRESCIA – La Caffaro verso Udine. Cgil: “Minaccia è un pretesto”

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La scelta improvvisamente minacciata dalla Caffaro Brescia di spostare le produzioni nello stabilimento di Torviscosa (Udine) va ricercata oltre la motivazione ufficiale relativa all’eccessivo costo energetico in capo all’azienda, prioritariamente negli obblighi che la stessa si è assunta quando ha rilevato lo stabilimento dal commissario liquidatore per soli 200 mila euro.

CaffaroPiù precisamente nell’obbligo di emungimento delle acque che, oggi – si legge in una nota diffusa da Oriella Savoldi della Cgil di Brescia – per effetto dell’innalzamento delle falde acquifere, comporta non soltanto il mantenimento dei pozzi, ma il loro adeguamento con interventi aggiuntivi, pena la corresponsabilità con il Ministero dell’Ambiente per il danno ambientale che ne dovesse derivare. Da questa  prospettiva, i termini della questione e i motivi del contendere si fanno più chiari e si conferma la pretestuosità del motivo dichiarato dall’azienda. Del resto gli elevati costi energetici fin qui sopportati non hanno impedito all’azienda in questi anni di raddoppiare gli utili.

Si conferma invece, come abbiamo da subito denunciato, che ci troviamo per l’ennesima volta di fronte al tentativo da parte di un’impresa  di scaricare sui dipendenti e sulla collettività, responsabilità e costi derivanti dagli obblighi posti in capo da leggi e contratti. E, in questo caso, di scaricare anche i costi per danni ambientali, esponenzialmente ben più pesanti, che potrebbero derivare dalla mancata o insufficiente ottemperanza. Così stante la situazione – continua la nota – la preoccupazione non può che aumentare e l’attenzione deve mantenersi elevata.

Il Ministero dell’Ambiente, d’altro canto, ben consapevole delle questioni in campo, non ha allentato nel contenzioso giudiziario in atto verso imprese coinvolte nel fallimento, la determinazione a porre loro in capo le responsabilità e gli oneri di interventi che si rendono necessari per la bonifica. Una bonifica sempre più urgente, considerata europea per gravità e importanza, che potrebbe diventare occasione di sviluppo per progettazione, ricerca, attività e lavoro, se supportata da una reale volontà politica da parte dei diversi livelli istituzionali coinvolti. Per un confronto sulla situazione di crisi occupazionale minacciata dalla Caffaro Srl – conclude la nota – domani Cgil, Cisl e Uil con le rispettive Federazioni di categoria saranno ricevute dal sindaco Del Bono.