BRESCIA – Confartigianato contro la Tares. Massetti: “Un salasso”

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La Confartigianato di Brescia è sulle barricate contro la nuova Tares. La nuova tassa sui rifiuti, introdotta dal governo Monti a fine 2011, è pronta a entrare in vigore e l’appello è rivolto ai sindaci di Brescia e in particolare al neosindaco Emilio Del Bono. “Si prospetta un autentico salasso – precisa il presidente Eugenio Massetti – in un quadro in cui la pressione fiscale supera ormai il 55% e senza contare il possibile aumento dell’Iva, piomba anche la Tares, che provocherà aumenti a due cifre e in alcuni casi farà schizzare gli importi anche del 300%.

La sede bresciana di Confartigianato
La sede bresciana di Confartigianato

Per la sola provincia di Brescia, si stima un aumento di 3 milioni di euro solo per le imprese artigiane: altri soldi da prelevare dalle tasche ormai vuote degli artigiani e piccoli imprenditori”. Non solo Tares: a fine anno, infatti, quando è previsto il conguaglio, si aggiungerà l’Imu, senza contare il secondo acconto Ires e Irpef e la stangata appare inevitabile e insostenibile per molte aziende. La Confartigianato di Brescia, pur rendendosi conto di tutte le difficoltà a cui vanno incontro i Comuni nel far quadrare i conti, ha chiesto agli amministratori locali bresciani di analizzare le problematiche relative all’applicazione delle aliquote Tares, riguardanti le attività produttive, in particolare per le piccole imprese.

Una serie di proposte operative a tutela delle attività produttive che i Comuni devono poter integrare ai regolamenti che normano la tariffa. “Siamo stanchi. Le nostre imprese non ce la fanno più – prosegue Massetti.- Non si può sempre applicare, in modo automatico, il coefficente massimo. L’applicazione miope della Tares rischia di essere l’ennesimo colpo che si va a sommare all’insostenibile costo del peso fiscale, dell’Imu e del costo dell’energia. A Brescia più che altrove, tutti questi parametri sono già massimi e più alti che altrove.

Chiediamo un’applicazione virtuosa e attenta della Tares che, come minimo, non deve costare di più dell’attuale Tarsu attuando, contestualmente, un piano di riduzione graduale e questo si può fare risparmiando sui costi complessivi dello smaltimento dei rifiuti. Altre indicazioni: stabilire l’effettiva produzione dei rifiuti, agevolare le imprese offrendo riduzioni a coloro che avviano il recupero in maniera autonomia, facilitare le attività stagionali con riduzione sulla tariffa, detassazioni e riduzioni per produzione promiscua di rifiuti speciali e urbani”.