CLUSONE – 365 giorni di foto con Matteo Zanga: in mostra a Clusone

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Il tempo è ancora una volta protagonista della mostra fotografica ospitata dal 6 luglio al 20 ottobre 2013 presso il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, in occasione del ventesimo anniversario di fondazione del circolo fotografico Foto93 di Villa d’Ogna, col quale il museo ha iniziato una fortunata collaborazione.

L’alternanza tra mostre di pittura, scultura e fotografia ha reso vivo e frequentato da diverse tipologie di pubblico il museo, la cui collezione permanente ospita opere di artisti locali e una collezione di meccanismi di orologi a torre unica nel suo genere.ATT00150

“Tempo d’esposizione – 365 giorni di Matteo Zanga” è una raccolta di scatti del giovane fotografo bergamasco, che in un millesimo di secondo, il tempo di uno scatto fotografico, riesce a cogliere con grande maestria la personalità dei soggetti ritratti con un realismo che è quasi più vero del vero.
La parte più cospicua dell’esposizione è infatti composta da ritratti, genere preminente nella collezione del museo, nella quale gli artisti bergamaschi si sono per secoli egregiamente distinti.
Foto in bianco e nero che raccontano le storie di tanti personaggi famosi incontrati da Zanga durante le sue “avventure”: perché di questo si parla quando si è di fronte a Simone Moro (grande alpinista che nel 2012 scalò il Nanga Parbat, l’unico 8000 Himalayano del Pakistan), o a Herve Barmasse (alpinista che aprì tre nuove vie d’arrampicata in luoghi eccezionali).

In omaggio all’attività di fotoreporter, una sala è dedicata anche alle numerose spedizioni alle quali Matteo Zanga ha preso parte o semplicemente alla grande passione per le Orobie, le montagne “di casa”

Questa è la sala del colore, con paesaggi ispirati alla “Land Art” che ci fanno viaggiare in diversi angoli del mondo. Nello stesso spazio, una serie di interviste video ci fanno conoscere alcune figure curiose, con una commistione di tecniche e generi che rende la mostra assolutamente accessibile e di piacevole fruizione.

Ma è anche, e soprattutto, la gente comune ad attirare l’attenzione del fotografo: non possono mancare quelle figure che nei piccoli paesini di montagna, come i luoghi nativi dell’artista, portano avanti ogni giorno la personale e laboriosa lotta per dare un proprio contributo al miglioramento della comunità. Ed ecco quindi che dietro l’angolo, all’uscita del museo, incontriamo i nostri ritratti, li salutiamo e andiamo con loro a berci un caffè.

Ebbene si, anche queste sono “cose da museo”, e come non mai l’arte contemporanea al MAT si fonde con la vita reale.

L’inaugurazione si terrà sabato 6 luglio alle ore 17.