BRESCIA – Consulta e Boldrini contro Fiat. Cgil: “No per crescere”

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Ci sono dei no che aiutano a crescere. Uno di questi è senz’altro quello con il quale la presidente della Camera Laura Boldrini ha declinato l’invito, rivoltole dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a visitare un impianto del gruppo. Laura Boldrini, nella lettera che invia a Marchionne – si legge in una nota della Cgil di Brescia per commentare l’episodio – nel rilevare che impegni istituzionali le impediscono di accogliere l’invito, non dimentica di sottolineare che “le vecchie ricette hanno fallito e ne servono di nuove”.

Cgil protestaChe parlano di ricerca, di cultura dell’innovazione, tanto dei prodotti che dei processi. “Una via che non è affatto in contraddizione con il dialogo sociale e con costruttive relazioni industriali: non sarà certo nella gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro che potremo avviare la ripresa” ha detto la presidente della Camera.

Per Marchionne è il secondo “no” in pochi giorni. Il primo gli era arrivato pochi giorni fa, quando la Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, nella parte che consente la rappresentanza sindacale aziendale (Rsa) ai soli sindacati firmatari del contratto applicato nell’unità produttiva.

Una decisione, quella della Consulta, adottata dopo il ricorso della Fiom contro la Fiat, proprio per l’esclusione dalla Rsa. L’augurio è – conclude la Cgil – dopo questi no, che la Fiat cresca e dismetta la guerra inutile e dannosa alla democrazia costituzionale del nostro Paese. E che il Parlamento, al contempo, faccia in tempi brevi una legge sulla rappresentanza che garantisca il voto democratico delle lavoratici e dei lavoratori e la rappresentanza proporzionale fra le organizzazioni sindacali. Sarebbero segnali positivi e di fiducia sul futuro che si vuole per l’Italia.