SEBINO – Olio usato nel lago: ecco il lavoro del Consorzio obbligato

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Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU, Consorzio obbligatorio degli oli usati, main partner di Goletta dei Laghi, la storica campagna estiva di Legambiente che in questi giorni ha analizzato lo stato di salute dell’Iseo ha dichiarato il lavoro svolto dal consorzio e le problematiche ambientali che derivano dall’olio usato.

Per dare qualche dato, i 29 anni di attività del Consorzio hanno permesso di raccogliere 4,90 milioni di tonnellate di olio usato, quantità che sarebbe in grado di inquinare tanta acqua pari  a due volte il Mar Mediterraneo.images

“Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche”. Prosegue Mastrostefano:
“A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. In tutta Italia, delle 395mila tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo nel 2012, il Consorzio ha raccolto 177mila tonnellate di olio usato, oltre il 95% del potenziale raccoglibile.

Nella zona che circonda il Lago d’Iseo, il Consorzio ha raccolto 11.611 tonnellate di oli lubrificanti usati, 4.422 delle quali in provincia di Bergamo, mentre nell’intera Lombardia sono state recuperate 37.021 tonnellate.
La piccola percentuale che ancora sfugge alla raccolta si concentra nel settore industriale e in particolar modo nel “fai da te” in autotrazione, nautica e agricoltura.
Si tratta di circa 10mila tonnellate che, se fossero tutte versate in mare, inquinerebbero una superficie pari a 47 volte il Lago di Garda.
Con la nostra attività di comunicazione cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantità di olio lubrificante disperse nell’ambiente non provochino danni gravi”.