GARDONE – Lega Nord contro il Pd. “Blocco di potere da cambiare”

0

Il Corriere della Sera di domenica 5 maggio riportava un articolo che analizzava le motivazioni per le quali il Pd non riesca a vincere in maniera netta le elezioni politiche. La causa sta nel fatto, secondo la tesi dell’articolo, che la classe dirigente del Pd non si è resa conto che l’elettorato non è più il vecchio elettorato dei due blocchi fissi di Dc e Pci ma è un elettorato a flussi. Oggi la mobilità dell’elettorato è molto elevata – si legge in una nota diffusa da Sergio Belleri, delegato della Lega Nord di Gardone Valtrompia – e quindi un partito che vuole vincere deve intercettare questa mobilità e sottrarre voti al competitore. Non è più come nel periodo storico di Dc e Pci dove la condizione base era che, causa la guerra fredda, il Pci comunque dovesse rimanere fuori dai governi. Inoltre gli elettori non si spostavano da un partito all’altro, da sinistra a destra o viceversa.

Lega Nord GardoneAi partiti interessava solo conservare le proprie posizioni. Secondo l’articolo del Corsera l’attuale classe dirigente del Pd, composta da politici che provengono dal Pci e dalla Dc, è imprigionata in questa vecchia formula e non riesce a capire che per vincere è necessario pescare fra l’elettorato del competitore. Questa è l’analisi molto lucida – continua la nota – e condivisibile che viene fatta dal Corriere della Sera avendo come riferimento il panorama nazionale. A Gardone, al contrario – dice il Carroccio locale – quando si tratta di votare per il comune, l’elettorato non è in movimento ma è statico come appunto nel periodo Dc-Pci, anzi vi è un’aggravante. Sta nel fatto che con la nascita del Pd gardonese vi è stata una fusione tra gli amministratori di maggioranza (la vecchia Dc) e gli amministratori di minoranza (il vecchio Pci), questo ha creato un blocco di potere rafforzatosi proprio dalla staticità dell’elettorato gardonese. Oggi a Gardone vediamo vecchi “nemici” del passato (Don Camillo e Peppone per intenderci) votare per la stessa compagine politica.

Sono comunque convinto che vi siano innumerevoli famiglie, le quali fino ad oggi hanno votato Pd per inerzia, che vedano e vivano il declino di Gardone. Che si stiano accorgendo del degrado del centro storico o del fatto che la domenica il nostro paese sia un paese fantasma a uso e consumo dei soli cittadini stranieri. Cosa dire inoltre riguardo gli eventi culturali, organizzati solo ed esclusivamente per una corrente di pensiero sicuramente minoritaria anche tra chi vota Pd. Le stesse famiglie elettrici del Pd dovranno prendere atto anche dei fallimenti, come per esempio la tanto propagandata centrale biomassa, che la maggioranza non è riuscita a realizzare spendendo migliaia di euro nel progetto. Oppure la mostra d’arte sacra – continua la nota – che avrebbe dovuto rilanciare il centro storico. Come dimenticarci del centro sportivo Redaelli per il quale doveva essere sancito un accordo con una società sportiva lumezzanese e che invece è miseramente fallito.

Potremmo continuare, ma ci sarà tempo e luogo. Gardone, è inutile negarlo, si trova in forte declino. E’ necessario un cambio di marcia e questo non lo può fare un blocco di potere che ormai si identifica nella cosa pubblica quasi fosse cosa propria. Anche se il Pd gardonese metterà in prima fila facce nuove nulla cambierà – conclude la Lega Nord gardonese – perchè è il sistema creatosi negli anni che deve essere cambiato e questo cambiamento non lo può attuare un prodotto del sistema stesso.