CASTELNUOVO – Ragazzo aggredito, condannati due giovani coinvolti nel caso

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I fatti risalgono all’8 luglio del 2012, quando al lido di Ronchi la vittima è stata aggredita da un gruppo di ragazzi. Iacopo Gregorio Magagna, in un primo momento, ha sferrato un pugno; poi, insieme a Davide Boldo, Alberto Recchia, Edoardo Coltri ed altri soggetti non identificati è tornato alla carica: il gruppo ha accerchiato la vittima e l’hanno colpita con calci, pugni e cinghiate in tutto il corpo, rompendole il naso e procurandole policontusioni e ferite. Il ragazzo picchiato ha sofferto per un lungo periodo di cefalee e problemi respiratori.

Castelnuovo aggressioneNei giorni scorsi è arrivata la sentenza che ha condannato Boldo e Magagna, mentre per gli altri è ancora in corso un processo, con prossima udienza a luglio, dinanzi al giudice Raffaele Ferraro. I difensori dei due condannati, Bacciga e Trimeloni, hanno già annunciato la loro volontà di fare ricorso in appello contro una sentenza che considerano particolarmente dura e che ha condannato i loro assistiti a due anni e dieci mesi di reclusione. Nella sentenza si legge che gli aggressori hanno agito con “spietatezza” e con “totale assenza di sentimento di compassione e pietà, proprio di una coscienza civile”. Si legge inoltre che i due hanno dimostrato “una spiccata capacità a delinquere desunta dallo stile di vita contrario ai canoni della convivenza civile”.

Queste sono solo alcune delle motivazioni che hanno spinto il Gup Rita Caccamo a condannare i due ragazzi, giudicati con rito abbreviato, grazie al quale sono andati incontro ad uno sconto di pena. La vittima si è costituita parte civile e quindi Boldo e Magagna dovranno corrisponderle, a titolo di risarcimento del danno, la somma di 10mila euro, sebbene il Gup abbia rinviato al giudice civile il compito di fissare l’esatto ammontare della somma.

Le motivazioni della sentenza sono state depositate contestualmente alla lettura e nella quantificazione della pena il Gup Caccamo ha sottolineato che Boldo e Magagna sono immeritevoli delle attenuanti “perchè restii ad ogni forma di resipiscenza e al disinteresse assoluto per le sorti della vittima”. Il movente dell’aggressione continua a rimanere un mistero: per il giudice gli imputati sono accomunati “da una scellerata propensione all’intimidazione ed alla prevaricazione pur in assenza di stimolo”. La logica con la quale hanno agito è riconducibile a quella del gruppo secondo “la ripugnante logica del branco che finisce per annullare ogni inibizione”. Questo è quanto scritto nella sentenza. Sia Boldo che Magagna hanno precedenti per lesioni. Ora si vedrà se la Corte d’Appello ribalterà o confermerà la decisione del primo grado.