BRESCIA – Da casa a ufficio: niente “prima casa”

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Con Sentenza n. 14173 del 5 giugno 2013, la Corte di Cassazione ha stabilito la revoca dell’agevolazione “prima casa”, in quanto il contribuente ha effettuato una variazione catastale “da abitazione a ufficio”.

In particolare, la Cassazione ha precisato che il mancato utilizzo abitativo dell’immobile acquistato con i benefici previsti per l’abitazione principale di cui all’art. 1, nota II-bis), Tariffa allegata al D.P.R. 131/1981, implica la decadenza dall’agevolazione. Infatti, “i benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa” possono essere conservati a condizione che il contribuente realizzi l’intento, dichiarato nell’atto di acquisto, di destinare l’immobile a propria abitazione: i benefici fiscali sono subordinati al raggiungimento dello scopo per cui vengono concessi”. Conseguentemente, in capo al contribuente, sorge l’obbligo di versare la differenza tra le imposte in misura ordinaria e quelle pagate in misura ridotta, con una sanzione aggiuntiva del 30%.

Fonte: newsletter Confartigianato