GARDA (VR) – Moria di pesci: si tratta solo di un fenomeno stagionale

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Mentre l’Arpav continua ad indagare sulle schiume sospette di Lazise, Bardolino e Peschiera, ed in modo particolare sulla loro natura e sulla loro origine, l’assessore provinciale all’Ambiente Fabio Venturi nei giorni scorsi ha risposto all’interrogazione presentata lo scorso 10 giugno da Giuseppe Campagnari, consigliere di Sel, avente ad oggetto il problema della schiuma e dei pesci morti trovati in diverse spiagge lacustri. Nel documento era espressa preoccupazione per la situazione ambientale del lago e veniva chiesto alla Provincia di intraprendere al più presto iniziative per individuare le cause dei fenomeni ambientali al fine di porvi rimedio.

Garda moria pesciVenturi ha ribattuto spiegando che la moria di pesci altro non è che un fenomeno stagionale, conosciuto nel periodo primaverile ed estivo sul Garda. Ha poi aggiunto che non spetta alla Provincia di Verona il compito di individuare le cause di eventuali problemi ambientali, bensì all’Arpav, che si avvale di tecnici competenti e appositi laboratori. Alla Provincia spetta però il compito di salvaguardare la fauna ittica, ma nessun allarme. La morte dei pesci è, secondo l’assessore, un fenomeno stagionale dovuto a batteriosi causate da specie animali costantemente presenti nel lago. Ha poi concluso nel senso che non c’è alcuna correlazione con il Pcb rilevato nelle anguille e con gli inquinamenti puntiformi che recentemente hanno interessato il lago.

Nessun allarme quindi: anche la Regione Veneto nei giorni scorsi ha comunicato che tutte e 65 le spiagge del Garda sono balneabili.

Nel frattempo nel Comune di Garda, dove il 23 maggio si era verificato un versamento di gasolio da una vecchia cisterna, è stata parzialmente revocata l’ordinanza che limitava l’uso di una parte dello spazio acqueo antistante il Porto Garda Nuovo. Rimarrà ancora interdetto l’attracco in una porzione attorno allo scivolo. Il Comune ha comunque intenzione di attuare ulteriori interventi di messa in sicurezza tra la cisterna e lo scivolo che porta le barche nel lago.  Il sottosuolo è infatti risultato impregnato di gasolio, che, non affiorando, finiva nell’acqua. Per toglierlo dal verranno fatti carotaggi.