GIANICO – Scabi punta sui rifiuti per un nuovo progetto industriale

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Tempo fa si parlava della costruzione di un forno per la vetrificazione dell’amianto; forno che si pensava di realizzazione nell’area industriale di via Carobe. Il progetto aveva determinato una forte reazione dei cittadini che in oltre ventimila avevano firmato per manifestare il loro dissenso, sostenuti anche da molti membri dell’opposizione dei consigli comunali.

Gianico scabiOra le Ferriere Scabi di Berzo Inferiore hanno aperto una nuova prospettiva: il trattamento dei rifiuti come risorsa per la riqualificazione industriale di parte del vecchio laminatoio delle ferriere stesse. In modo particolare, in attesa che qualcosa si muova a livello regionale, alla Provincia di Brescia è stato chiesto di verificare la fattibilità di un progetto di variante sostanziose all’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata sull’impianto Ippc per la prevenzione e la riduzione integrata dell’inquinamento inerente il vecchio laminatoio.

Si tratta di un’area di 2.200 metri quadrati e il progetto, presentato dal legale rappresentante della Scabi Noemi Bellesi, prevede la realizzazione di un impianto per il deposito di materie prime seconde, cioè ferro, rottami ferrosi, acciaio ed alluminio, e di rifiuti decadenti da operazione di recupero, con stoccaggio in cumuli o grandi sacchi in attesa della successiva lavorazione con cesoie meccaniche.

Le operazioni dovrebbero avvenire al coperto, sotto un capannone coibentato e in orario diurno e secondo la relazione tecnica presentata il quantitativo di materiale trattato ammonterebbe a circa 15 tonnellate l’ora. Nella richiesta viene inoltre specificato che non si creeranno condizioni tali da causare un peggioramento significativo della qualità dell’aria. Ora la palla passa agli enti pubblici, Comune, Provincia, ASL e Arpa, che entro 45 giorni dovranno esprimersi sulla questione.