NEWGEN VOICE – Avvicinarsi all’arte non è una perdita di tempo, ma un arricchimento!

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Il mondo dell’arte è visto, molte volte, come un qualcosa di superfluo da mettere in secondo, o addirittura in terzo o quarto piano, rispetto a molti altri campi del sapere. Quando però ci si appassiona alla cultura, come ad esempio ai capolavori pittorici che l’umanità ci ha lasciato nel corso dei secoli, la visione generale cambia totalmente.

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Velasquez, Venere allo specchio, 1649 ca.

Molti conoscono gli straordinari lavori di maestri come Caravaggio, Michelangelo, Raffaello e Leonardo da Vinci, rimanendo all’oscuro dei tanti artisti, di grandissimo livello, che hanno, in modo significativo, contribuito alla crescita della cultura figurativa che ancora oggi ci circonda. Bisogna pensare alla storia dell’arte come se fosse una sorta di intreccio di catene formate da una serie di anelli fondamentali. Non bisogna però dimenticare mai tutto quello accaduto prima di questi punti focali: nulla nasce per puro caso nell’arte, specialmente quando si parla di pittura. Un artista si forma sempre guardando chi lo ha preceduto, per poi, in certi casi, sviluppare il proprio stile che lo renderà, forse, famoso. Questa influenza è imprescindibile per capire e ricostruire il percorso della storia dell’arte, in moda da insegnarci cosa e soprattutto perché un determinato artista, in un preciso momento storico, decide di dipingere in una certa maniera.

Manet, Olympia, 1863
Manet, Olympia, 1863

Se chiedessimo il motivo per cui Giotto è un pittore così famoso ed importante, una buona parte degli interrogati non saprebbe sicuramente rispondere. Eppure nominandolo, tutti lo hanno già sentito almeno, e dico almeno, una volta. Non dico assolutamente di conoscere vita, morte e miracoli del pittore toscano, ma almeno di sapere che fu il primo pittore moderno, che introdusse realismo, prospettiva, carattere fisiognomico e psicologico alle figure dipinte.

Tiziano, Venere d'Urbino, 1538
Tiziano, Venere d’Urbino, 1538

Senza il suo genio chissà come si sarebbe sviluppata la storia, soprattutto perché la pittura fu uno strumento estremamente importante nel corso di tutto l’Evo Moderno, quando i potenti signori, re e regine, proclamavano le loro forze e ricchezze tramite opere d’arte, dettando così il gusto e al moda, influendo inevitabilmente sull’intera società. Il pittore aveva quindi un certo peso, tanto che, in alcuni casi, assumeva un ruolo di primo piano addirittura all’interno della famiglia reale. Basti pensare al grande Diego Velásquez, pittore spagnolo del XVII secolo, che condusse la maggior parte della propria vita sotto il tetto del sovrano Filippo IV.

Goya, La maya desnuda, 1800
Goya, La maya desnuda, 1800

Il fortunato artista spagnolo è un esempio di come molti artisti di epoca successiva guardassero ai loro predecessori: il formidabile Édouard Manet deve moltissimo a Velásquez; lo stesso Goya, un genio assoluto, forse il miglior pittore moderno della storia, ha guardato ai lavori del pittore secentesco, per la virtuosa pennellata e la qualità pittorica elevatissima, che non conosce paragoni.

Riguardo questo argomento, proprio in questi giorni, presso il Palazzo Ducale di Venezia, sono esposti due capolavori, messi a confronto tra loro: la “Venere d’Urbino” di Tiziano, dipinta nel 1538, e “L’Olympia” di Manet, del 1863, realizzata sette anni dopo aver copiato il dipinto di Tiziano, visto al Museo d’Orsay a Parigi. A questi magnifici nudi, vanno aggiunti quelli meravigliosi di Velásquez (Venere allo specchio 1649 ca.) e di Goya (La maya desnuda 1800 ca.), che devono essere messi tutti in relazione tra loro, formando una specie di catena, che si va a intrecciare ad altre catene, costruite da moltissimi altri anelli da non sottovalutare. Infatti non si contano i grandissimi artisti poco conosciuti dai più, che però hanno lasciato dei veri e propri gioielli d’arte.

Ajvazovskij, La nona onda, 1850
Ajvazovskij, La nona onda, 1850

Un esempio è un pittore russo, di origine armena, secondo me eccezionale, che alla maggior parte della gente è sconosciuto: Ivan Ajvazovskij, nato nel 1817 e morto nel 1900, famoso per aver dipinto strepitosi paesaggi marini e non solo. Questo artista, che possedeva delle indiscusse qualità innate, capace di suscitare forti emozioni tramite i suoi quadri, non è considerato come dovrebbe. Per questo chiedo di non fermarsi mai alla superficie quando ci si avvicina alla storia dell’arte, ma di andare più in profondità, conoscere, essere curiosi, emozionarsi guardando capolavori che l’umanità ci ha regalato.

Non bisogna trascurare l’arte, che può diventare, anche se solo per poco, fonte di gioia o ispirazione. In un Paese ricco di opere come il nostro, è quindi un peccato non sfruttare questa preziosa ed affascinante risorsa a livello lavorativo, in modo da far conoscere tutti gli anelli delle catene che la compongono.