DESENZANO – Omicidio Charmani, per Rizzi condanna finale a 21 anni

0

Il 24 ottobre del 2009 dalle acque del porto di Desenzano era stato ripescato il cadavere di Mohammed Charmani, 44enne marocchino senza fissa dimora all’epoca dei fatti. Stefano Rizzi, 23enne di Calcinato, era stato condannato in primo grado per omicidio volontario a 21 anni di reclusione, ma in appello la pena era stata ridotta in quanto era stato escluso il carattere volontario del delitto. I giudici di secondo grado avevano riformato in melius la sentenza, condannando l’imputato a 14 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale.

PALAZZO DI GIUSTIZIALa Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza per vizi di legalità e ha rinviato il fascicolo a Milano dove, nei giorni scorsi, la Corte d’Assise d’Appello ha riconfermato il carattere volontario dell’omicidio e la pena a 21 anni di reclusione. Per quanto riguarda il ritenuto in fatto, in un primo momento s’era pensato che Rizzi, visti i suoi problemi con l’alcool, avesse ucciso il marocchino nel corso di un incidente, ma dopo pochi giorni gli inquirenti esclusero tale ricostruzione con una felice intuizione. Rizzi ed altri quattro minorenni che erano con lui all’epoca dei fatti erano stati trovati con gli abiti zuppi d’acqua e subito finirono nel mirino degli inquirenti. I loro telefoni vennero messi sotto intercettazione e vennero collocate microspie negli ambienti da loro frequentati. In particolare venne intercettata una conversazione tra Rizzi ed il padre, nel corso della quale il primo confessava il delitto. Da lì scattarono le manette, ma mentre i minori vennero affidati in prova, Rizzi andrò incontro ad un vero e proprio processo, conclusosi nei giorni scorsi con sentenza di condanna. Ora si attendono le motivazioni, per le quali i giudici si sono riservati 15 giorni, e il ricorso in Cassazione, già annunciato dal difensore dell’imputato, l’avv. Luca Broli.