BRUXELLES – Latte tossico a Udine, Zanoni (Ue) scrive: “Sequestro dei prodotti”

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Andrea Zanoni, eurodeputato di Alde e membro della commissione Envi Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha scritto una lettera alla Procura della Repubblica di Udine per chiedere “di rendere noti i nomi dei prodotti che sono stati fatti con il latte tossico contenente l’aflatossina” e “di provvedere quanto prima al sequestro degli stessi per tutelare la salute dei consumatori e soprattutto dei bambini, i soggetti più a rischio”.

Latte tossicoIl riferimento è alla messa in commercio di latte tossico, contaminato da aflatossine, sostanze generate da muffe cancerogene con effetti sulla crescita dei bambini, che ha portato all’arresto del leader del Cospalat del Friuli Venezia Giulia, Renato Zampa, e di altre cinque persone da parte dei Nas di Udine. “Invito la Procura di Udine a pubblicare da subito i nomi di tutti i prodotti, latte e derivati, e relativi marchi che possono potenzialmente contenere la aflatossin – scrive Zanoni.- Oltre a questo, invito le autorità a valutare oltre ai reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, adulterazione di sostanze alimentari e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute, anche quello di maltrattamento di animali, considerato che migliaia di mucche sono state lentamente avvelenate con la granella del mais contenente aflatossina”.

“Ho in cantiere una lettera al ministro dell’Agricoltura e a quello della Salute affinché attivino tutte le forze in campo, come i NAS e il Corpo Forestale dello Stato, affinché vengano fatti degli accertamenti a tappeto oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, aree che lo scorso anno hanno patito moltissimo il fenomeno della siccità e pertanto, come già noto, hanno registrato il fenomeno della produzione di ingenti quantità di mais contaminato da aflatossina – aggiunge Zanoni.- E questo perché, purtroppo, sono convinto che quello che è stato scoperto dalla Procura di Udine sia solo la punta dell’iceberg. Credo che siano pochi i produttori di mais che non hanno immesso nel circuito dell’alimentazione animale nel rispetto della legge il mais contaminato dalla aflatossina”.