BRESCIA – Leali-Klesh, trovata l’intesa tra Aib e sindacati

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(Update 18-6 h 14,18) Il Gruppo Klesch ha definitivamente avallato l’intesa operativa raggiunta nell’Associazione Industriale Bresciana con le organizzazioni sindacali, finalizzata al rilancio delle attività produttive del Gruppo Leali. Siamo di fronte a una soluzione condivisa – dicono da fonti del gruppo – che Aib ha fortemente sostenuto e che consente all’azienda di coniugare il mantenimento dell’attuale occupazione, con la necessaria flessibilità retributiva legata al reale andamento produttivo dell’azienda e con la volontà comune di puntare all’obiettivo della futura saturazione degli impianti.

E’ un segno concreto dell’impegno di tutti per tutelare la vocazione industriale del nostro territorio e l’occupazione. Al riguardo, il presidente di Aib Marco Bonometti ha espresso “soddisfazione per un risultato tenacemente perseguito, che ci ha visto impegnati per favorire una soluzione condivisa, in tempo utile. E’ l’esempio, quando prevale il buon senso, di come, facendo leva sul pragmatismo che ci contraddistingue, possiamo davvero essere attori del rilancio economico e industriale, dando anche un segnale oltremodo importante, quando, come in questo caso, si tratta di attrarre capitali stranieri sul nostro territorio. Ma è anche la dimostrazione che quando si mette al centro di tutto il lavoro, i risultati arrivano”.

(5-6 h 21,49) L’Associazione Industriale Bresciana ha espresso rammarico per la situazione che si sta creando alla Leali-Klesch. Il gruppo Leali è passato recentemente proprio al gruppo nell’ambito di una procedura concorsuale non priva di incertezze che hanno fatto temere fino all’ultimo momento il dramma del fallimento. Ora tutto rischia di nuovo  di esser messo in discussione per Roè Volciano. Si tratta di uno stabilimento da anni in cassa integrazione concessa, giudicato non strategico da parte di tutti i possibili acquirenti del gruppo Leali, a differenza di Odolo e Borgo Valsugana.

11 06 2007 Aib Associazione Industriale Bresciana assemblea generale Industriali Logo Ph.FotoLive Ettore RanzaniKlesch ha accettato di includere nel piano di salvataggio anche i 65 dipendenti di Roè Volciano, chiedendo in cambio la trasformazione di una parte del premio di risultato da fisso a variabile, collegato cioè al raggiungimento di obiettivi aziendali predeterminati. Come? Trasformando circa 1.500 euro dell’attuale premio di produzione, oggi di 8 mila euro, tutti fissi e garantiti, in importo variabile collegato all’andamento aziendale. Nel sindacato qualcuno ha alzato le barricate all’insegna dello slogan “il premio fisso non si tocca”. Con la conseguenza che, se salta tutto, se Klesch dovesse dire basta, salterebbe non solo il premio fisso dei 65 addetti di Roè Volciano, ma anche il loro posto di lavoro, così come quello degli oltre 300 dipendenti di tutta la Leali, Odolo e Borgo Valsugana compresi.

E’ chiaro che così non si va da nessuna parte – si legge in una nota diffusa dall’Aib – non si esce dalla crisi, non si creano posti di lavoro, ma anzi si distruggono. Esprimiamo allora un fermo invito a considerare i fatti nella loro oggettività, a negoziare avendo come primario obiettivo la salvaguardia delle aziende e dei posti di lavoro, abbandonando definitivamente le posizioni sterili che non contribuiscono a risolvere i problemi e che rendono il nostro territorio sempre meno attrattivo per nuovi investimenti. Non serve a nulla contare i posti di lavoro perduti se non si sanno salvaguardare, anzitutto, quelli esistenti.

Da parte di Aib faremo di tutto per evitare che Klesch tragga conseguenze definitive da questa situazione – continua la nota – ma invitiamo il sindacato a una più approfondita riflessione. Rivolgiamo anche un preoccupato invito alle istituzioni, a cominciare dal Prefetto, affinché intervenga, con la sua capacità e con la sua competenza, per evitare che un’azienda importante e strategica come la Leali possa restare vittima di un conflitto sindacale, vanificando gli sforzi dell’impresa, della magistratura e dei nuovi imprenditori per la ricerca di una soluzione positiva al problema occupazionale di tutti i dipendenti.