LEDRO (TN) – Caso Sabotig: Zucchelli interrogato

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Daniela Sabotig, 54enne friulana farmacista di professione e costretta su una sedie a rotelle a causa di una grave malattina degenerativa, è stata trovata morta, a bordo della sua auto, una Renault Kangoo, lo scorso 5 febbraio. Secondo gli inquirenti non s’è trattato di una tragica fatalità, ma di un vero e proprio omicidio: la macchina, a loro giudizio, è stata spinta nel precipizio.

Valli DanielaInoltre sembrerebbe che le ferite trovate sul corpo di Daniela non potessero essere sufficienti per causarne la morte, probabilmente provocata da un mix di fattori come le botte, il freddo ed una sospetta ferita alla testa. Sospetta perchè gli inquirenti stanno cercando di capire se questa possa essere derivata dall’urto o se invece sia stata volontariamente provocata da mani umane. Per l’omicidio è indagato Ivan Zicchelli, che si trova ora in carcere in quanto nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare maggiormente afflittiva, quella cioè della custodia cautelare. Nei giorni scorsi, in carcere, s’è tenuto l’interrogatorio di garanzia, ma l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Davanti al gip l’albergatore ha deciso di non rispondere su consiglio dei suoi avvocati che devono ancora esaminare tutti gli atti pervenuti solo di recente. La misura cautelare è stata disposta 4 mesi dopo l’accaduto dal giudice Riccardo Dies, che in 45 pagine ha spiegato la presenza di un quadro cautelare idoneo a giustificare una misura restrittiva della libertà personale. Gli indizi a carico di Zucchelli sono infatti pesanti, sebbene il suo difensore Nicola Stolfi continui a sostenere che il suo assistito è innocente e completamente estraneo ai fatti.

Gli indizi che pesano sulle spalle di Zucchelli ed in base ai quali il pm eserciterà l’azione penale sono numerosi. In primo luogo la procura ritiene che la ferita in testa di Daniela sia stata provocata volontariamente, in quanto non compatibile con l’urto; poi la circostanza che Zucchelli ha aspettato un’ora a chiamare i soccorsi. Non trascurabile nemmeno la circostanza che nel suo pc sono state trovate fotografie del posto dell’incidente, cosa che induce la procura a contestare la premeditazione. E poi c’è il presunto movente: il giorno successivo alla morte della donna, Zucchelli e Daniela avrebbero dovuto andare ad acquistare la casa a Riva del Garda in cui lei sperava di cominciare una nuova vita insieme all’uomo, ma si tratta di un contratto che non realtà non ha esistenza. Quindi, secondo la procura, Zucchelli avrebbe ucciso Daniela per togliersi dai guai. Ad alimentare ulteriormente quelli per ora sono solo sospetti anche la circostanza che  nel 2008 Daniela aveva presentato, e poi ritirato, una denuncia per maltrattamenti, oltre al fatto che due polizze sulla vita di Daniela erano intestate proprio a Zucchelli. Nel 2007 l’uomo aveva ricevuto da Daniela anche una procura per gestire i suoi affari e s’era fatto nominare suo erede universale. Di contrario avviso la difesa di Ivan Zucchelli, che continua a sostenere la tesi dell’incidente.