MONTICHIARI – Chiuse indagini Green Hill. Zanoni (Ue): processo subito

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“Mi auguro che il processo nei confronti degli accusati di animalicidio e maltrattamento dell’allevamento lager di Green Hill inizi prima possibile e che si concluda con una sentenza esemplare nel caso venissero confermati tutti i capi d’imputazione”. È il commento di Andrea Zanoni, eurodeputato di Alde e vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, alla chiusura delle indagini sull’allevamento di Montichiari.

Green Hill normalAnimalicidio e maltrattamento (articoli 544 bis e ter del Codice penale) in concorso: questi i reati che sono stati contestati dalla Procura di Brescia a Ghislaine Rondot, Roberto Bravi e Renzo Graziosi, rispettivamente legale rappresentante di Green Hill 2001 srl, direttore e veterinario responsabile dell’allevamento di Montichiari dei beagle destinati alla vivisezione. Oltre a loro è stato rinviato a giudizio anche Bernard Gotti della holding Farms group (di cui fa parte l’azienda Green Hill), autore del prontuario contenente le linee guida per la gestione dell’allevamento.

“Green Hill rappresenta una delle parentesi più tristi di questa barbarie che si chiama vivisezione alla quale si sono aggiunte le dubbie condizioni in cui venivano tenuti centinaia di poveri beagle. Grazie all’impegno e all’amore di migliaia di volontari e cittadini, è stato possibile aprire i cancelli di questa struttura e permettere alla giustizia di entrare – attacca Zanoni. – Adesso voglio sperare che il processo agli imputati inizi prima possibile e che la sentenza sia proporzionata, nel caso le accuse venissero confermate, alle atrocità inflitte a questi poveri cani”.

Zanoni ha denunciato il caso in Europa nel dicembre 2011 con una interrogazione parlamentare alla presenza di Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia. Sempre nel dicembre 2011 aveva partecipato a una manifestazione fuori dai cancelli dell’allevamento facendo un sopralluogo attorno alla struttura. Nel giugno 2012 ha scritto una lettera all’allora premier Mario Monti e ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, per chiedere all’Italia di inserire importanti restrizioni in sede di recepimento della direttiva Ue sulla sperimentazione animale per dare all’Europa intera un esempio di etica e civiltà. “In qualità di deputato al Parlamento europeo continuerò a fare il possibile affinché la vivisezione sia vietata in tutta Europa. Si tratta di un cammino lungo ma obbligatorio. Nel frattempo, mi auguro che la giustizia accerti le responsabilità di quanto le associazioni hanno denunciato per anni su Green Hill” ha concluso l’eurodeputato.