SEBINO – Lago d’Iseo e inquinamento: ancora allerta da Legambiente

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“Tutto fa pensare – ha detto ancora l’assessore Terzi – che si sia trattato di un fenomeno estemporaneo, molto probabilmente determinato dalle abbondanti precipitazioni che hanno aumentato il dilavamento (sia lungo la valle che dalle sponde) di materiali di tipo organico”.

Con queste parole Claudia Terzi, assessore regionale all’Ambiente, discute in merito alla macchia oleosa che ad inizio maggio ha coperto il lago d’Iseo.Macchia-Sebino-300x224

Gli esiti degli esami dell’Arpa e dell’Asl sono stati presentati a Palazzo Lombardia lo scorso 30 aprile, e prosegue l’Assessore: “Non risultano sversamenti né da parte di insediamenti produttivi né di scarichi fognari, sfioratori e depuratori. In base ai dati acquisiti con sonda multiparametrica lungo le colonne d’acqua possiamo dire anche che non si è trattato (diversamente da quanto ipotizzato) di un fenomeno di ricircolo”.

La vicenda non si è conclusa così, nel tempo si sono susseguiti comunicati da parte di Legambiente Basso Sebino e Legambiente Lombardia che si dicono preoccupati per la salute del lago.

Inizialmente si è espressa Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia : “Restiamo preoccupati perchè il fenomeno, particolarmente evidente, resta a tutt’oggi senza spiegazioni plausibili, eppure è stato sotto gli occhi di migliaia di persone, forse il ritardo con cui si è proceduto ai campionamenti ha impedito di risalire alla sua origine. Ma la chiazza è rimasta per più di una settimana. Riteniamo inoltre che in questo contesto sia assolutamente necessaria la presenza delle forze di polizia sul lago d’Iseo, unico grande lago italiano senza un efficace monitoraggio  di polizia con poteri di controllo e di repressione.

Ma al di là dei fatti recenti è noto che il lago d’Iseo resta un malato grave, che custodisce nella profondità delle sue acque eccessive concentrazioni di inquinanti di varia natura, e che continua a ricevere apporti nocivi a causa di un sistema di collettamento e depurazione inadeguato ai fini dell’ottemperanza degli obblighi imposti dalle direttive europee in materia di tutela delle acque”.

In seguito anche legambiente Basso Sebino ha espresso le proprie preoccupazioni, chiedendo un piano per il risanamento del lago d’Iseo.

Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino ha dichiarato: “Dai dati riportati dalla stampa, sembra che la causa della chiazza rossa, da noi denunciata, non sia affatto un fenomeno “estemporaneo”, come ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi solo 3 giorni fa, ma che le analisi della Arpa abbiano riscontrato concentrazioni elevate di metalli, molti dei quali tossici. Quale rapporto dell’Arpa ha letto l’Assesssore, se nel suo comunicato ha escluso l’inquinamento e la presenza di sostanze nocive per la salute? così facendo la Regione è inaffidabile.

Nel comunicato tranquillizzante della regione, nel quale venivano escluse fonti di inquinamento produttive o di scarichi fognari, la Terzi ha omesso di dire che nell’acqua c’erano concentrazioni elevatissime di metalli, da quelli meno dannosi per la salute, come il ferro e il boro, a quelli tossici e pertanto dannosi per la salute dell’uomo, come il mercurio, l’arsenico, il piombo, il cromo e il nichel.

Legambiente-Sebino-300x268Chiaro che la presenza di questi metalli è il “regalo” di quaranta anni di attività non controllate delle acciaierie in Valle Camonica, le cui conseguenze si manifestano solo ora. Per questo, ribadiamo che servono misure drastiche per il risamento e bonifica del lago in termini di politiche regionali e locali,dalla riduzione/limitazione di potenza dei motori (oltre seimila presenti sul lago) alla realizzazione del sistema fognario in valle Camonica, di sistemazione e manutenzione dei depuratori e della rete di collettamento delle acque sul Sebino.

Riteniamo inoltre che in questo contesto sia assolutamente necessaria la presenza delle forze di polizia sul lago d’Iseo, unico grande lago italiano senza un efficace controllo”.