DESENZANO – 17enne a scuola con un fucile disarmato dai Cc: evitata la strage

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È successo al liceo Bagatta, nel corso dell’ultimo giorno di scuola, cioè sabato mattina. Un ragazzo iscritto al secondo anno è arrivato in classe con addosso una tuta mimetica e con sé aveva la custodia di un basso. Attorno alle 11, con il trillo della campanella, il 17enne ha estratto dalla custodia, davanti a tre compagni di classe rimasti attoniti e disorientati, un fucile da caccia detenuto regolarmente dal padre.

Arrestato sparatore desenzano / il fucileIl fucile era caricato con due munizioni e il giovane ne aveva in tasca altre trenta. “Adesso sparo perché voglio giustizia” ha dello lo studente. “Mi metto alla finestra e sparo sul cortile perché al mondo ci sono troppe persone insensibili e io, invece, sono sensibile”. Gli studenti, venuti a conoscenza del fatto, si sono allarmati e la scuola è stata immediatamente sgomberata. Il 17enne, anche lui spaventato, ha cercato di allontanarsi dall’istituto. Sono stati venti minuti di panico, con il dirigente scolastico Francesco Mulas a cercare in ogni aula il giovane, in fuga tra i corridoi.

Tempestivo l’intervento del Carabinieri, che lo hanno disarmato. Dalle prime indagini si è appreso che il ragazzo non aveva intenzione di fare del male a qualcuno, anche se alcuni testimoni hanno raccontato che si aggirava tra i corridoi col fucile sotto il braccio, prima di essere fermato da una professoressa di una sezione diversa dalla sua. Poteva essere un massacro, una strage di studenti che richiama alla memoria il caso americano, ma il peggio è stato evitato. Il ragazzo, dopo essersi consegnato alle forze dell’ordine, s’è definito un pacifista che non accetta un mondo colmo di persone insensibili.

Arrestato sparatore desenzano / il fucileNel pomeriggio il 17enne è stato arrestato con l’accusa di porto illegale di armi, aggravato dalla circostanza che l’episodio è avvenuto in una struttura scolastica.Interrogato dai militari, capitanati da Fabrizio Massimi, ha raccontato di aver nascosto il fucile in un’altra aula, dove poi è stato ritrovato. Ha detto di avercela con il mondo e che suo intento era quello di farla finita. Ha spiegato inoltre che non intendeva usare l’arma contro compagni o insegnati, ma voleva solo compiere un atto dimostrativo per manifestare il suo disagio, e più genericamente per lamentare la violenza nella nostra società. Ha anche snocciolato frasi contro la guerra e la violenza. Ora si trova al Beccaria di Milano. Dalle prime informazioni, sembra che il giovane volesse togliersi la vita.

Il ragazzo era stato bocciato lo scorso anno, ma quest’anno il suo andamento scolastico non presentava particolari problemi. Resta oscuro il movente del gesto. Tuttavia, il 17enne era un ragazzo problematico, difficile da gestire, la cui rabbia è rimasta incisa nella scritta “fuck” sulla parete del bagno del primo piano del liceo. Lì con un punteruolo aveva graffiato il cemento componendo il suo personale fuck al mondo, forse dovuto alla bocciatura. Un ragazzo particolarmente esuberante, un po’ prepotente ed arrogante, con problemi comportamentali: cos’ lo definiscono i docenti della scuola, che hanno anche lamentato la non volontà dei genitori di confrontarsi coi professori per discutere dei problemi del figlio. Un suo insegnante ha raccontato anche che quando aveva partecipato al test Invalsi, la prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti, aveva consegnato un elaborato pieno di frasi surreali, scritte strane, persino svastiche.