BRESCIA – Vessazione in “open space”

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Con Sentenza n. 19760 dell’8 maggio 2013, la sesta sezione penale della Cassazione, ha affermato che ai fini della sussistenza del delitto di maltrattamento per atti vessatori sul luogo di lavoro, non risulta sufficiente il mero contesto di generico e generale rapporto di subordinazione, ma occorre la parafamiliarità, che si caratterizza per la sottoposizione di una persona all’autorità dell’altra in un contesto di prossimità permanente, di abitudini di vita anche lavorativa, non ultimo per l’affidamento, la fiducia e le aspettative del sottoposto rispetto all’azione di chi ha ed esercita l’autorità con modalità, tipiche del rapporto familiare, caratterizzate da ampia discrezionalità ed informalità.

Il caso riguardava la sede locale di una SpA, che faceva riferimento ad una complessa organizzazione: la Suprema Corte ha ritenuto irrilevante la convivenza per anni in una “open space”, quale prova della familiarità della relazione lavorativa.
Fonte: newsletter Confartigianato