SAN FELICE – E … Motion: l’attività fisica nella cura del diabete

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Coloro che sono affetti da diabete sanno che seguire corretti stili di vita e praticare con regolarità attività fisica può migliorare la glicemia in maniera significativa e ridurre il rischio di insorgenza di complicanze della malattia. Lo sport migliora la sensibilità all’insulina e l’attività muscolare richiede direttamente l’utilizzo di glucosio come fonte energetica.

diabetesportNasce su questi presupposti «E… Motion», il corso di formazione organizzato dalla Diabetologia degli Spedali Civili e dall’Associazione diabetici della provincia. L’iniziativa, giunta all’undicesima edizione, ha avuto inizio ieri e si svolgerà fino al 9 Giugno. Sono previste una parte teorica, presso la casa accoglienza «Il Carmine» di S. Felice del Benaco, ed una parte pratica, presso la palestra comunale di Padenghe sul Garda. Ad integrare il tutto ci sarà una giornata di trekking con l’escursione al rifugio Campei de Sima, struttura situata a quota 1.020 metri, tra l’entroterra gardesano e la Valsabbia. Se, infatti, consideriamo la situazione generale della persona diabetica, ci si trova spesso ad affrontare un soggetto in cui gli anni di inattività e di vita sedentaria hanno creato delle limitazioni funzionali sia di tipo aerobico che di forza. Le limitazioni della resistenza aerobica portano la persona a ridurre la propria capacità di bruciare calorie nel tempo e questo ha un impatto negativo sulla possibilità di ridurre il peso corporeo. La perdita di tessuto muscolare comporta, a sua volta, una diminuzione della forza muscolare e un peggioramento della postura.

Oltre ai diabetici, «E… Motion» rappresenterà per i professionisti coinvolti una valida occasione per confrontarsi con i pazienti, perfezionare la competenza sull’attività fisica nella gestione della terapia insulinica intensiva, affinare la pianificazione e gestione di interventi educativi residenziali, promuovere l’avvicinamento alla pratica sportiva nell’ottica di un miglioramento della qualità di vita.

Un quadro di questo genere deve essere sfondato non solo con il cambiamento dello stile di vita ma con un programma di esercizio fisico strutturato e organizzato che vada ad integrare le cure basate sulla somministrazione di farmaci. Il programma deve creare, o meglio, ricreare quelle capacità condizionali sulle quali ricostruire uno stile di vita più attivo.