GARDONE – Boom di iscritti al corso per armieri, ma dove ospitare esterni?

0

Si è rimasti indietro e Gardone Valtrompia è fermo da decenni. E’ questa l’opinione generale dopo la presentazione del corso Tima che si è svolto pochi giorni fa. In occasione dell’adunata sezionale degli alpini che si è celebrata domenica 2 giugno, pochi giorni prima, nell’auditorium dell’oratorio di Marcheno, si è svolta la presentazione del corso per Tecnici dell’Industria Meccanica Armiera (TIMA). La serata, condotta da Beatrice Peli, tirocinante alla Comunità montana della Valtrompia, è iniziata con la relazione di Candida Sidoli, direttrice di sezione dell’Ipsia, istituto nell’ambito del quale si sviluppa il corso.

Corso tima normal
La consegna dei diplomi agli studenti

“L’Ipsia Giuseppe Zanardelli – ha spiegato la direttrice – è scuola di lunga e importante tradizione: centodieci anni sono passati dal giorno della sua fondazione. Il corso rappresenta il fiore all’occhiello dell’istituto”. Tima è nato dieci anni fa nell’ambito dell’Ipsia (prima era un corso di formazione professionale a Lumezzane) ed è finanziato dall’Istituto Beretta, dal Comune di Gardone, Beretta, Consorzio Armaioli Italiani, Confartigianato, Provincia e Camera di Commercio. Il corso si sviluppa nell’arco di un triennio (un pomeriggio alla settimana) e coniuga la parte teorica con quella pratica: gli studenti possono usare un laboratorio attrezzato, visitano le realtà presenti sul territorio (Banco Nazionale di Prova, Tiro a Segno, aziende e musei ecc.) e fanno pratica lavorando in aziende di settore grazie all’organizzazione di stages mirati.

È profonda la convinzione della Sidoli: l’integrazione tra scuola e azienda, il costante raccordo tra il percorso di formazione e il territorio, è la carta vincente per dare un futuro, dignitoso e appagante, ai giovani e affinché una tradizione secolare non si riduca a un nostalgico ricordo. La stessa direttrice ha sottolineato la mancanza di altre scuole del genere in Italia e l’aumento delle iscrizioni. Bruno Barucco e Giacomo Guerini, docenti di montaggio dell’arma e della lavorazione del legno, hanno spiegato come la parte pratica sia fondamentale in questo lavoro. Parte pratica che viene integrata da una competenza teorica di un certo spessore (dalla balistica alla conoscenza dell’evoluzione dell’arma). Lorenzo Pintossi, ex studente del Tima, è stato presente anche alla fiera delle armi Exa per mostrare dal vivo ai visitatori alcune fasi delle lavorazioni del fucile sportivo.

La direttrice, infine, ha anche spiegato che negli ultimi tre anni l’offerta formativa è stata ampliata inserendo nuove materie che hanno portato a un aumento delle iscrizioni: sono oltre quaranta gli studenti Tima e si prevede che il prossimo anno saranno di più. Ma a fronte dell’aumento di studenti, c’è l’ipotesi di trasferire la sede nella palazzina vicino all’Ipsia e di proprietà del Comune, mentre si cercano insegnanti con esperienza nel settore dell’artigianato armiero. Ma l’opinione generale, come si diceva all’inizio, è di essere rimasti al palo sul fronte del terziario, un settore che si sta sempre più sviluppando. E chi dal resto d’Italia volesse andare a Gardone per imparare a costruire e riparare armi sportive non ha a disposizione strutture ricettive durante la permanenza in paese.