GARDA – Gasolio nel lago: il sindaco chiude il porto e i Cc indagano

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Al Porto Nuovo di Garda regna un pregnante odore di gasolio: a partire dallo scorso giovedì, infatti, una macchia di origini ignote, galleggia sulle acque del Garda. A lanciare l’allarme è stato uno dei titolari del locale che si affaccia sul lungolago Pincherle, a due passi dal porto.

Garda gasolioIl primo intervento di bonifica, condotto dal personale dell’ufficio ecologia, dagli agenti della Polizia locale e dagli operai del Comune con l’ausilio di una ditta antispurghi, non ha condotto ai risultati auspicati perché la chiazza è ricomparsa il giorno dopo, venerdì, verso sera. Mentre la Polizia porta avanti le indagini volte a risalire all’origine della macchia di gasolio per capire se vengono soddisfatti o meno gli estremi per trasmettere alla Procura della Repubblica una notizia di reato, l’Arpav, Agenzia regionale di prevenzione e protezione ambientale di Verona, ha convocato un tavolo tecnico al quale hanno preso parte i vertici del Comune e il responsabile dell’ufficio lago di Garda di Arpav Giorgio Franzini. Nell’incontro si è cercato di individuare la fonte di inquinamento e di predisporre una strategia idonea a contenerlo.

Al momento il problema non è grave, ma comunque non può essere trascurato. A partire da sabato mattina sono state posizionate dai Vigili del Fuoco di Bardolino delle barriere assorbenti lungo il perimetro interno e alla bocca del Porto Nuovo per evitare la fuoriuscita del carburante. Come ha spiegato il sindaco di Garda, è stato anche spruzzato un liquido disgregante ecologico, mentre la polizia locale, nelle giornate di sabato e domenica, ha controllato i motori delle barche del porto. Si stima che il versamento dovrebbe provenire da vicino, al massimo da 500 o 600 metri di distanza, tant’è che il responsabile dell’Arpav ha effettuato controlli anche presso le case limitrofe al porto, per verificare l’esistenza di eventuali cisterne di gasolio, ma per il momento non è stato trovato nulla di sospetto.

Garda gasolio2Si teme che il fenomeno sia doloso, anche se, ovviamente, ci si augura il contrario. Per favorire l’espletamento delle indagini della Polizia locale, il primo cittadino di Garda Antonio Pasotti ha adottato un’ordinanza con la quale ha disposto la chiusura del porto. In altre parole, le barche lì ormeggiate non potranno né entrare né uscire dal porto. Il sindaco ha spiegato nell’ordinanza che “lo specchio ricompreso tra la testata del pontile a servizio erogazione benzina ed il molo del porto Garda Nuovo all’altezza dell’area demaniale a servizio del bar è interessato dalla presenza di olio combustibile, pertanto, per arginare e limitare il danno ambientale e procedere con le necessarie operazioni di bonifica, è delimitato da barriere di contenimento”.  In modo particolare, il provvedimento va a coinvolgere una cinquantina di imbarcazioni, che non potranno muoversi, mentre resta libero il pontile, non interessato dal problema. Di conseguenza le attività di Navigarda possono procedere regolarmente.

L’assessore al turismo Paolo Salier, tuttavia, si dice preoccupato per la situazione ed in modo particolare teme un contraccolpo al turismo: la macchia di gasolio, infatti, oltre a danneggiare l’ambiente rovina anche l’immagine del Garda agli occhi dei turisti. In altre parole, secondo Salier l’episodio non fa altro che rendere ancora più difficile una stagione turistica che, a causa della crisi economica e del maltempo, fatica a decollare. Le presenze sul Garda sono infatti in nello calo rispetto allo scorso anno, come ricordato dal sindaco Pasotti.