SEBINO – Legambiente: la Regione sui controlli è inaffidabile

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Serve un piano per il risanamento del lago d’Iseo, con queste parole ha inizio il comunicato rilasciato da Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino.

“Dai dati riportati dalla stampa, sembra che la causa della chiazza rossa, da noi denunciata, non sia affatto un fenomeno “estemporaneo”, come ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi solo 3 giorni fa, ma che le analisi della Arpa abbiano riscontrato concentrazioni elevate di metalli, molti dei quali tossici. Quale rapporto dell’Arpa ha letto l’Assesssore, se nel suo comunicato ha escluso l’inquinamento e la presenza di sostanze nocive per la salute? così facendo la Regione è inaffidabile.

Legambiente SebinoNel comunicato tranquillizzante della regione, nel quale venivano escluse fonti di inquinamento produttive o di scarichi fognari, la Terzi ha omesso di dire che nell’acqua c’erano concentrazioni elevatissime di metalli, da quelli meno dannosi per la salute, come il ferro e il boro, a quelli tossici e pertanto dannosi per la salute dell’uomo, come il mercurio, l’arsenico, il piombo, il cromo e il nichel.

Chiaro che la presenza di questi metalli è il “regalo” di quaranta anni di attività non controllate delle acciaierie in Valle Camonica, le cui conseguenze si manifestano solo ora. Per questo, ribadiamo che servono misure drastiche per il risamento e bonifica del lago in termini di politiche regionali e locali,dalla riduzione/limitazione di potenza dei motori (oltre seimila presenti sul lago) alla realizzazione del sistema fognario in valle Camonica, di sistemazione e manutenzione dei depuratori e della rete di collettamento delle acque sul Sebino.

Riteniamo inoltre che in questo contesto sia assolutamente necessaria la presenza delle forze di polizia sul lago d’Iseo, unico grande lago italiano senza un efficace controllo”.