MAGUZZANO – “Dimore Gigli di Campo”: progetto con fotografia errata

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Pubblichiamo di seguito le osservazioni, espresse da Daniela Carassai del Gruppo consigliare di minoranza ViviAMO Lonato, sulla ripresentazione del progetto per la costruzione del complesso residenziale “Dimore Gigli di Campo” a Maguzzano:

MaguzzanoE’ stato ripresentato il progetto per la costruzione di un edificio residenziale (15 appartamenti) con annessa piscina “Dimore gigli di campo” a Maguzzano.

Solo il mese scorso il progetto era stato annullato dal dirigente dell’area tecnica del Comune di Lonato del Garda e dalla Soprintendenza a seguito della segnalazione effettuata da ViviAmo Lonato che aveva riscontrato che la giusta ubicazione della costruzione non coincideva con la fotografia n.6 presentata col progetto. Nonostante il resto delle tavole presentate indicassero con precisione l’ubicazione, la Commissione per il Paesaggio aveva espresso il parere favorevole basandosi sull’unica fotografia sbagliata.

A distanza di un mese il progetto è stato ripresentato, come confermatomi telefonicamente dal Dirigente dell’Area Tecnica, e sono stati posti dei pali nel luogo dove dovrebbe nascere l’edificio. Dalla fotografia che ho scattato si può notare come l’Abbazia di Maguzzano ora sia ben visibile.

Sul progetto in questione la Soprintendenza si è espressa in modo chiaro e preciso ” considerata la prevalente importanza dell’art. 9 della Costituzione (“il territorio ha un valore di bene collettivo primario”) rispetto alle norme urbanistiche e agli interessi privati … tale provvedimento (annullamento) si rende necessario anche alla luce dell’ operato in atto da parte di questa Soprintendenza di aggiornare il Decreto di Tutela per la Parte II del D.Lgs 42/2004 inerente l’Abbazia di Maguzzano e le aree che la circondano”.

La Soprintendenza si è espressa ed ora appare ben visibile come la costruzione sia nel cono ottico dell’Abbazia, attendiamo quindi il parere della Commissione per il Paesaggio che come unico scopo ha quello della tutela e salvaguardia del territorio.

Daniela Carassai