VENEZIA – Renovatio Splendor: Stefano Curto con la nuova opera

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Dal 30 maggio, fino al 30 settembre, sarà possibile visitare l’interessante mostra “Renovatio Splendor”, distribuita in tre importanti sedi, che espone le opere dell’artista Stefano Curto.

download (9)Il legame di Stefano Curto con Venezia e lo splendore dei suoi cristalli si rinnovano. L’artista riparte dalla città dove tutto è cominciato, nel 2010, con una nuova mostra: Renovatio Splendor. Un appuntamento che, dopo varie esposizioni nazionali e internazionali, prosegue la narrazione della sua vasta e poetica ricerca iconografica. Noto per la sua inconfondibile tecnica espressiva, che lo vede impegnato nella composizione di opere di grandi dimensioni realizzate con migliaia e migliaia di cristalli di forme e dimensioni diverse, Curto per l’occasione si affaccia sulla scena artistica con un’esposizione multipla che colloca i suoi lavori in tre sedi della città: la prestigiosa Bugno Art Gallery, Venissa e l’Hotel Westin Europa & Regina. Quattro le opere presentate al pubblico. Raccontano tutte, come storie di un antico affresco, il percorso umano e artistico di Curto. Come ricorda il curatore Stefano Cecchetto, “i cristalli impenetrabili che l’artista utilizza per realizzare i suoi lavori sono pietre preziose che rivelano i bagliori dell’infinito, gemme incastonate nello spazio del suo universo interiore”.

La panoramica sulle opere di Stefano Curto inizia dalla prestigiosa Bugno Art Gallery che ha scelto di valorizzare la sua produzione artistica ospitandoEvolution Involution e Emphasis. Due opere di forte valore simbolico che, attraverso innumerevoli cristalli, descrivono un vorticoso ritmo di spirali dai colori sgargianti. Forme che, evocando alcuni aspetti della tradizione alchemica, conducono al tema della ricerca interiore quale unica strada percorribile per la riscoperta di sé stessi, richiamando il concetto di circolarità della vita e della continuità tra la dimensione umana e quella cosmica. La presenza delle due opere nella galleria costituisce, inoltre, il preludio alla mostra personale che Bugno Art Gallery dedicherà a Stefano Curto a partire dal 27 di luglio 2013.

Presentata in prima assoluta a Venissa, prestigiosa tenuta nell’isola di Mazzorbo guidata da Gianluca Bisol, è Amniotic Stardust; l’ultimo lavoro di Curto, e forse il più intrigante e completo, portato a compimento dopo oltre due anni di intenso impegno. L’opera è ispirata ai misteri della creazione – l’inizio… o la fine… – che l’artista cerca senza sosta nella profondità dell’universo. “Credo fermamente – spiega Curto – che la nostra innata attrazione verso quel brillante pulviscolo di vita lassù non sia solo legata al suo inspiegato mistero, ma anche a una sorta di richiamo di appartenenza con la materia che ci ha creati e che, come noi, si evolve e si trasforma all’infinito”. Dal bagliore dei cristalli neri che compongono la grande “massa amniotica” sgorga una cascata di cristalli di colore rosso: quel rosso che scorre come il sangue per diventare vita. Ma non basta. L’opera è caratterizzata da tridimensionalità, si proietta verso l’esterno fino a far esplodere la vita e la morte in essa contenute.

The Marvellous Flight of Coexistence è l’opera esposta all’Hotel Westin Europa & Regina. Un “tappeto volante”,  sospeso, quasi in procinto di spiccare il volo, che allude all’unione dei fili intrecciati nei manufatti originali per evocare simbolicamente l’indissolubile legame e la coesistenza fra i popoli. Prezioso, e straordinariamente bello, questo raffinato lavoro rivela la dimensione filosofica ed esoterica che pervade il vissuto dell’artista.

BIOGRAFIA

Nato a Segusino in provincia di Treviso nel 1966, Stefano Curto, insieme alla passione per la musica, che compone fin dall’età di quindici anni, e per i lunghi viaggi intorno al mondo, sviluppa la passione per le gemme. Apre giovanissimo un laboratorio in cui svolge con successo il lavoro di incastonatore di cristalli su diversi materiali disegnando ed eseguendo complessi disegni per le più importanti griffe della moda. La parte alchemica del suo lavoro, quel mettere insieme gli elementi materici nella composizione di un’opera singolare e irripetibile, lo spinge a consolidare nuove esperienze visive che poi utilizza per la realizzazione dei suoi manufatti. Intraprende numerosi viaggi soprattutto nei Paesi asiatici per la scoperta di nuovi linguaggi e differenti culture, che aprono i suoi orizzonti e lo mettono in relazione con l’universo infinito e misterioso delle filosofie orientali. Stefano Curto vive e lavora nella sua casa studio di Valdobbiadene.