BRESCIA – I danni causati da terzi e risarcimenti

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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 12089 del 17 maggio 2013, ha fornito un’interpretazione restrittiva della responsabilità del datore di lavoro prevista dall’art. 2087 del codice civile, che dispone l’obbligo di tutela dell’integrità fisica e della personalità morale dei lavoratori. La responsabilità del datore non interviene nel caso in cui il fatto che ha portato alle lesioni del lavoratore sia imputabile ad un illecito commesso da terzi e qualora il lavoratore non dimostri una colpa imputabile al datore di lavoro.

Nel caso in specie, il vigilante notturno aggredito da un gruppo di giovani partecipanti ad una manifestazione politica, che ha riportato lesioni permanenti, non può legittimamente richiedere il risarcimento del danno biologico al datore di lavoro, in quanto se l’art. 2087 impone al lavoratore di dimostrare solamente la fonte, negoziale o legale, del suo diritto, peraltro non riesce a dimostrare alcuna colpa imputabile al datore di lavoro che, pertanto, non è tenuto ad alcun risarcimento.
Fonte: newsletter Confartigianato