SIRMIONE – Esonda il Garda. A rischio Desenzano, Lazise, Bardolino

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Sirmione sott’acqua: gli alti livelli del Garda di 143 centimetri sullo zero (ieri a Peschiera), fra i più elevati degli ultimi quarant’anni, forti venti di Tramontana, le piogge incessanti e il moto ondoso hanno provocato l’esondazione del lago in più punti a Sirmione.

Sirmione esondazioneLe zone maggiormente colpite dagli allagamenti sono il parcheggio di piazzale Montebaldo, una porzione di piazza Flaminia e le vie adiacenti, piazza Catari e i giardini del lungolago. Questo è quanto accaduto ieri a Sirmione: viste le previsioni meteorologiche di oggi, il sindaco, nella giornata di ieri, ha ritenuto opportuno allertare la Protezione Civile provinciale. Nel frattempo, nelle zone a maggiori rischio di allagamento, sono state realizzate barriere di protezione e sono stati collocati sacchetti di sabbia per contenere l’acqua. A fare le spese del maltempo, oltre a Sirmione, anche la capitale del Garda, Desenzano, dove è stata chiusa la strada che porta a Centenaro nell’area del sottopasso autostradale. In pericolo anche la sponda veronese: a Lazise ed a Bardolino l’acqua sfiora la terra in più punti e si teme che condizioni particolari di vento unite al moto ondoso del lago possano creare non pochi problemi alle passeggiate a lago.

La polizia locale monitora con attenzione l’evolversi della situazione. Una raccomandazione dalla prefettura, come ha riportato l’assessore desenzanese Rodoldo Bertoni, invita a curare con particolare attenzione la manutenzione dei fossati. Il pericolo di allagamenti, comunque, resta sempre alto qualora nei prossimi giorni pioggia e vento non dovessero placarsi.  Per il momento, ha fatto sapere la Protezione Civile , non ci sono criticità particolari a parte l’emergenza segnalata a Sirmione: la situazione è stabile, il vento è debole e pertanto, spiegano dalla Provincia, se le condizioni meteo nella zona non peggiorano si dovrebbe riuscire a contenere l’esondazione.

Intanto la Coldiretti ha invocato lo stato di calamità: l’andamento climatico degli ultimi giorni ha sconvolto anche i normali cicli delle coltivazioni con danni incalcolabili per l’agricoltura. Secondo l’organizzazione, la primavera pazza ha già rovinato almeno il 30 per cento dei raccolti delle regioni del Nord.