ORZINUOVI – Solidarietà per la Giornata Nazionale del sollievo

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Sarà domenica la XII Giornata Nazionale del sollievo, e l’associazione il Vischio per le Cure Palliative vi aderisce con gioia, fedele al motto “Quando non c’è più nulla da fare…c’è ancora tanto da fare”. L’ Associazione propone, per l’occasione una serata di spettacolo e solidarietà a sostegno dell’Hospice di Orzinuovi e della qualità di cure ai malati in fase avanzata.

La Giornata del Sollievo è l’occasione per mettere al centro dell’attenzione la persona sofferente, e informare tutti i cittadini dell’esistenza della Legge n. 38 del 2010 che tutela e garantisce l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative.

Giornata nazionale sollievoLa Giornata, istituita e celebrata per la prima volta in Italia il 26 maggio 2002, si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio ed è promossa dal Ministero della Salute, dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. La Giornata nazionale del sollievo vuole essere un passo avanti nella consapevolezza e nell’affermazione del diritto al sollievo, del diritto a non soffrire di dolore inutile, insopportabile e insensato, ad allentare la morsa della sofferenza. La cura globale della sofferenza dovrebbe includere anche la fase del sollievo, soprattutto al termine della vita.

Chi si prende cura della persona sofferente deve individuare insieme alla persona stessa il suo sollievo, agendo nel rispetto della medesima ed offrendo un intervento personalizzato che miri a considerare al centro del rapporto di cura globale la persona con i suoi bisogni, come persona nella sua interezza con le componenti fisiche – psichiche – sociali – spirituali dipendenti una dall’altra e coordinate in modo sistematico. Per attenuare questo dolore globale ed ottenere il sollievo non si possono limitare le cure palliative al solo trattamento farmacologico, ma è essenziale la relazione d’aiuto attraverso la quale ci si rapporta all’intera persona, nella sua realtà umana e socio-culturale.

Medici, infermieri e coloro che si fanno carico dell’assistenza devono essere preparati adeguatamente per far fronte anche emotivamente, attraverso la relazione d’aiuto alle sofferenze delle persone che ricorrono alle loro cure e a quelle dei famigliari ai quali la sofferenza dei congiunti può creare un senso di impotenza e di smarrimento. La relazione d’aiuto implica una comunicazione centrata sulla persona, un ascolto attivo e un’attenta osservazione. Il paziente sofferente di dolore cronico si rivolge ad uno specialista del dolore solo nel 5,8% dei casi. Da ciò ne deriva l’importanza dell’informazione e della sensibilizzazione.