MONIGA – Bloccati i lavori sulla ciclabile da Desenzano verso Salò

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(Update 25-5 h 9,35) E’ stato annullato dal tribunale del Riesame il sequestro probatorio di un pezzo della pista ciclabile della Valtenesi. Il sequestro da parte della Forestale del comando di Salò era scattato lunedì scorso dopo il ritrovamento di alcune traversine in un tratto di cantiere a Moniga, al posto dei muri rivestiti in pietra previsti dal progetto.

(21-5 h 23,59) Un territorio che si sviluppa tra lago e colline, ricco di scorci da mozzare il fiato. Un luogo tutto da scoprire, non a caso meta turistica particolarmente amata per i suoi sentieri rigogliosi, i pittoreschi paesi, i filari di viti ed ulivi e le variopinte spiagge. Un posto particolarmente adatto per essere percorso e goduto in bicicletta, tanto che è in costruzione una pista ciclabile che da Desenzano si snoda fino a Salò. In seguito ad un’ispezione della Guardia Forestale in via dei Casali a Moniga, i lavori sono però stati bloccati e l’area posta sotto sequestro.

moniga via dei casaliAl posto dei muri rivestiti in pietra sono state rinvenute delle traversine ferroviare, proibite perché contenenti cresoto, una sostanza chimica altamente cancerogena tanto che se ne vieta l’uso in luoghi di pubblica ricreazione ove vi sia il rischio di frequenti contatti con la pelle.

La ditta attiva nel cantiere s’è difesa sostenendo che si tratta di opere provvisorie in attesa delle pietre che ricopriranno le pareti della pista ciclabile. Ciò nonostante, il PM Francesco Piantoni ha autorizzato il sequestro dell’area ed il Sindaco di Moniga, Lorella Lavo, ha affermato che chiederà tutte le garanzie necessarie per la tutela della salute dei cittadini.

Molto duro il commento di Dario Balotta, portavoce di Legambiente Lombardia “In questa nuova grave vicenda non solo si ravvisa una responsabilità penale da parte di chi ha gestito illegalmente questo materiale, ma ci sono anche quelle della ditta che ha vinto l’appalto, responsabile di aver utilizzato un rifiuto speciale, nonché quelle del mancato controllo da parte del committente, cioè della Provincia di Brescia. Non solo la maglia dei controlli pubblici sembra inesistente , ma sorprende anche che una delle pochissime piste ciclabili in via di realizzazione sia interessata da un complesso giro di malaffare”.