BRENO – Si chiude la vicenda del Giardino: la lega indietro

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Farisoglio: “Era meglio che parlassero prima con K-Pax, senza tutto quel disagio”. In chiusura della vicenda che nelle ultime due settimane ha assediato Breno, con il passo indietro della Lega Nord che – dopo aver incontrato i responsabili della cooperativa K-Pax – ha capito che non c’è alcuna intenzione di trasformare l’albergo Giardino in un centro di accoglienza, il sindaco Sandro Farisoglio dichiara: “Mi fa piacere apprendere che i leghisti fanno dietro front e che dopo aver incontrato i nuovi gestori dell’hotel hanno capito le loro buone intenzioni. Forse se avessero parlato con qualcuno prima di fomentare tutta la polemica di questi giorni si sarebbe evitata l’inutile preoccupazione per i cittadini, oltre che la cattiva pubblicità per il paese e per la struttura stessa. Meglio tardi che mai, comunque…”.

V Hotel giardinoAi rappresentanti della Lega brenese, che gli rammentavano quanto accaduto nella recente Emergenza Nord Africa (Ena), il primo cittadino replica ricordando loro che “durante l’Ena io non ero il ministro degli Interni (era il leghista Roberto Maroni), colui che insieme alla protezione civile ha ”gestito” l’emergenza proprio affittando alberghi interi gestiti da società private. Se non ci fossero stati i sindaci camuni, la Comunità montana e la cooperativa K-Pax chissà ancora per quanto tempo quella brutta situazione di ammassamento sarebbe andata avanti. Invece con la microaccoglienza diffusa, che ha permesso di ospitare pochi rifugiati in diversi paesi camuni e di integrarli nel tessuto sociale, sempre sotto il coordinamento dei tecnici dello Sprar, si è riusciti a chiudere tutti gli alberghi ghetto”.

Sandro Farisoglio concluse il suo intervento con una constatazione amara: “Quindi tutto questo movimento per niente? Non era forse meglio parlare prima con KPax?”.