BRENO – Tribunale di Breno: una speranza contro la chiusura

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La volontà di realizzare un progetto e l’impegno delle persone spesso fanno la differenza. Anche per il caso della sezione distaccata del tribunale di Breno e dell’ufficio del giudice di pace.

Breno tribunaleNonostante gli appelli, le prese di posizione, le proposte e il lavoro sin qui svolto, il progetto di chiusura di tutti gli uffici periferici di Giustizia è andato avanti, con forti preoccupazioni non solo da parte degli avvocati, ma anche degli amministratori locali e dei cittadini. Per questo, in un estremo tentativo di frenare la decisione, il sindaco di Breno Sandro Farisoglio ha incontrato sabato scorso in Municipio l’onorevole Gregorio Gitti, capogruppo di Scelta Civica nella Commissione Giustizia alla Camera. Il primo cittadino brenese, che fin dal primo momento si è battuto per il mantenimento del servizio a Breno, in un immobile tra l’altro di sua proprietà e a costi quasi zero, ha illustrato all’onorevole le difficoltà e le criticità che una tale scelta comporterebbe in primis per i camuni, ma anche per il mondo delle professioni e per l’economia del territorio.

Gregorio Gitti si è detto disponibile ad approfondire il problema e a portarlo nella Commissione parlamentare. Attività che l’onorevole ha prontamente effettuato martedì scorso nel corso dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia. “Per la cittadina di Breno e per l’intera Valle il tribunale, con anche l’ufficio del giudice di pace, è vitale – afferma Sandro Farisoglio -; ma a preoccuparmi maggiormente sono i disagi che dovrebbero sobbarcarsi i cittadini per l’onere di dover andare tutte le volte in città a Brescia per svolgere le incombenze che fino a oggi potevano essere prese in carico dagli uffici camuni. Per il momento non ci sono ancora certezze, ma sappiamo che la questione sta a cuore a qualcuno, che ha gli strumenti e le occasioni per far presente le nostre necessità. Ora attendiamo fiduciosi, io, gli amministratori e tutti i camuni, notizie positive da Roma, con la consapevolezza di aver fatto tutto quanto è in nostro potere per fermare quello sciagurato provvedimento e mantenere in Valle un servizio così importante”.