PADENGHE – Respinta mozione della minoranza: la nuova piazza si farà

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La riqualifica di Piazza D’Annunzio continua a dividere e ad infervorare gli animi. Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, con una mozione ad hoc, il gruppo consigliare “Ziletti” ha proposto di rinviare al 2014, quando si costituirà la nuova giunta, i lavori di ristrutturazione.

Padenghe-Piazza-dannuLa richiesta s’è fondata su motivazioni concrete e ben articolate. “Innanzi tutto – hanno fatto sapere – l’attuale congiuntura economica negativa è di tale entità da rendere quanto meno inopportuno un investimento di queste proporzioni (3.430.000 euro secondo le ultime stime fornite dalla stessa maggioranza, deliberazione 19 del 14.05.2013) per un Comune di poco più di 4.000 abitanti”. I tagli ai trasferimenti erariali, il venir meno degli oneri di urbanizzazione a causa della crisi edilizia ed i vincoli del patto di stabilità sono tali da minare la capacità di restituzione delle rate di pagamento del mutuo e da ingessare qualsiasi azione della futura amministrazione per la difficoltà di reperimento dei fondi. A ciò si aggiungono la necessità di una costante e continua manutenzione del patrimonio comunale esistente, dal castello al cimitero, e la precarietà dei contratti di alcuni dipendenti comunali. “Appaltare un’opera milionaria – hanno infine concluso – significa dar lavoro a grandi imprese, estranee al nostro territorio, mentre effettuare interventi più contenuti limitati alla manutenzione del patrimonio permetterebbe di far lavorare le ditte del territorio con effetti positivi immediati per l’economia locale”.

Il sindaco, unanimemente agli assessori e consiglieri di maggioranza presenti, ha respinto senza se e senza ma l’istanza. “L’attuale congiuntura è sì – ha sentenziato il sindaco Avanzini – difficile ed incerta, ma ciò non impedisce agli enti che possono sostenerlo di effettuare investimenti che possono al contrario rivitalizzare l’economia. Rinviare la gara d’appalto alla prossima amministrazione significherebbe rischiare l’archiviazione del progetto e la conseguente perdita di tutte le risorse pubbliche investite nella progettazione (250.000 euro). In ogni caso è compito del sindaco e della sua giunta governare il territorio, assumendosene le responsabilità, sia quando la decisione è popolare sia quando la scelta non incontra il favore di tutta la cittadinanza: questo è il senso della democrazia rappresentativa”.