MILANO – 2013 su Artigianato e Pmi: -2,1% in primi 3 mesi

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E’ stata presentata, presso la Sala Marco Polo dell’Hotel Principe di Savoia a Milano, la terza edizione del rapporto sull’artigianato e le piccole imprese lombarde. In un momento Massetti Confartigianato 4economico ancora difficile, sono pochi i segnali incoraggianti. Nonostante ciò, il titolo scelto – “Un nuovo Inizio. Dalla Resistenza al Cambiamento” – ha voluto rappresentare una riflessione su come quello che prima era definito un “momento di crisi”, possa essere visto d’ora in avanti come una fase economica più ampia, di fronte alla quale serve porsi in un modo nuovo per affrontare con gli strumenti giusti, questa nuova fase.

Ad aprire i lavori Eugenio Massetti, nella duplice veste di presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia e presidente di Confartigianato Imprese Lombardia che ha così esordito: «Ci sarebbe piaciuto arrivare al quarto anno con dei dati positivi. Ma forse la crisi non passerà più e all’interno di questa dimensione dobbiamo governare il cambiamento. Il nostro compito è quello di essere al fianco di questi imprenditori coraggiosi, supportandoli concretamente nelle loro esigenze quotidiane, affiancandoli nel loro percorso di sviluppo, combattendo perché possano ottenere migliori condizioni in cui operare e aiutandoli a trovare strumenti efficaci per rinnovare ogni giorno quel “saper fare” che ci ha resi una realtà unica al mondo. L’artigianato lombardo, rappresentato da 260.063 imprese, al primo trimestre 2013 conta 5.626 imprese in meno rispetto al primo trimestre del 2012, registrando una flessione pari al 2,1%. Si tratta del peggiore primo trimestre degli ultimi quattro anni».

La Lombardia nonostante la crisi rimane una realtà unica dove le imprese con meno di 20 addetti sono 872.864, pari al 97,4% del totale delle imprese non agricole. Tra queste, le imprese artigiane sono 265.690, pari al 27,9% del totale. 362.615 imprenditori artigiani di cui 328.985 titolari e 33.630 collaboratori. E se in Italia la dinamica del Pil previsto per quest’anno è ancora in discesa del 1,3% e con il calo del 2,4% del 2012 si delinea un altro pesante biennio recessivo dopo quello del 2008 – ‘09, la Lombardia rimane protagonista nell’economia mondiale.

Enrico Quintavalle, direttore scientifico e Licia Redolfi, ricercatrice dell’Osservatorio hanno presentato il corposo rapporto, vera e propria radiografia dello stato di salute delle imprese artigiane lombarde. L’economia lombarda – testimoniano i dati – produce un PIL a prezzi correnti di 333.475 milioni di euro, pari a circa un quarto (21,1%) del PIL italiano. A livelli di ricchezza pro capite la Lombardia sale ulteriormente le classifiche mondiali: con 46.590 dollari per abitante è la 17a economia mondiale nella comparazione con gli altri 186 Paesi del mondo. Per esportazioni, la Lombardia rappresenta la 31° economia nel mondo. La Lombardia rappresenta il territorio europeo con il più alto numero di imprenditori e lavoratori autonomi: tra le 271 regioni censite da Eurostat la Lombardia è al primo posto con 918.600 lavoratori autonomi. A preoccupare Confartigianato è la stagnazione, nel contesto dell’economia globale: sulla base delle previsioni contenute negli scenari di sviluppo, la Lombardia registrerà, infatti, per l’anno in corso, un calo del PIL dello 0,7%.

Altro dato negativo quello riportato in avvio di presentazione dal presidente Eugenio Massetti: l’artigianato lombardo, rappresentato da 260.063 imprese, al primo trimestre 2013 conta 5.626 imprese in meno rispetto al primo trimestre del 2012, registrando una flessione pari al 2,1%. Si tratta del peggiore primo trimestre degli ultimi quattro anni.

Molti i problemi che attanagliano le imprese lombarde: dal credito, all’eccessiva e crescente pressione fiscale, all’Imu che ha aggravato ulteriormente l’attuale stato di salute delle imprese. «La crisi fiscale dello stato ha aggravato l’attuale recessione: nel 2012 in Italia si registra l’aumento di 1,4 punti di pressione fiscale a fronte di una crescita di 0,8 punti della spesa sul PIL – aggiunge il presidente Massetti. La fiscalità rappresenta un fattore chiave di competitività internazionale delle imprese: per imprese di diversa nazionalità che si confrontano sui mercati internazionali la pressione fiscale diventa un fattore che può differenziare in modo significativo il costo del prodotto. Osserviamo che la Lombardia, leader europea per produzione manifatturiera – è quella che presenta – insieme con le altre tre regioni italiane manifatturiere Veneto, Emilia Romagna e Piemonte – la più alta tassazione di impresa con un valore di 68,3%».

Il lavoro dell’Osservatorio di Confartigianato affianca agli inevitabili dati negativi, la ricerca di segnali positivi che possano fornire indicazioni utili per governare il cambiamento: dall’analisi dei settori driver, rappresentati da quelle 23mila imprese che hanno fatto registrare nell’ultimo anno tassi di crescita positivi e la Lombardia continua ad essere un territorio ricchissimo di imprenditori, numericamente il più ricco d’Europa. Al dibattito, moderato da Marco Alfieri direttore del sito Linkiesta.it, si sono succeduti negli interventi: Marco Gsalimberti, delegato per l’Osservatorio e MPI di Confartigianato Lombardia, Francesco Cancellato, Ricercatore Consorzio AASTER e Gianpaolo Montaletti, direttore ARIFL. L’intervento conclusivo è toccato a Mario Giovanni Melazzini, assessore regionale alle Attività produttive, ricerca e innovazione.