TEMÙ – Valanga travolge una comitiva: ha provocato due feriti gravi

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Tragedia sfiorata nel primo pomeriggio di ieri: nella zona della Calotta del Posgrana, in alta Valcamonica, a circa 3100 metri di quota, c’è stata una valanga attorno alle 12.30.  Una massa ingente di neve, dalle dimensioni di circa 250 metri di larghezza e tra i 600 e gli 800 di lunghezza, s’è staccata dalla montagna e ha travolto quattro sci-alpinisti di origini bergamasche, del Cai di Leffe, residenti in Val Seriana: due persone sono riuscite subito a liberarsi, mentre le altre due sono state interamente sepolte dalla neve e solo dopo un’ora e mezza di ricerche sono state trovate. Ad accelerare le operazioni di soccorso il rilevatore satellitare Arwa indossato da uno degli sci alpinisti, che ha consentito di stabilire con precisione il luogo della slavina.

V valanga1Sul posto sono intervenuti i tecnici della V Delegazione Bresciana del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) oltre a tre eliambulanze, da Trento, da Sondrio e da Como, un’unità cinofilo, il Sagf della Guardia di Finanza, i Carabinieri della stazione di Ponte di Legno. In totale sono state circa 50 le persone impiegate nelle attività di ricerca, a conclusione delle quali si è approdati ad un bilancio che ha visto due feriti gravi, trasportati in elicottero, e due persone rimaste miracolosamente illese. Uno dei due uomini feriti, Valter Bertocchi, 50enne consigliere del Cai di Leffe, dopo averlo recuperato sotto tre metri di neve, è stato portato all’Ospedale Civile di Brescia ed è ricoverato in condizioni disperate nel reparto di rianimazione. Aveva il battito cardiaco assente al momento del ritrovamento e la scarsità d’ossigeno e l’iportermia avevano fortemente minato il suo fisico. L’altro sci-alpinista Riccardo Mologni, 53enne di Treviolo, è stato invece trasferito a Trento presso l’Ospedale di Santa Chiara, dove è stato ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. Al momento del ritrovamento era infatti cosciente.

V valanga2Ne sono uscite illese, invece, le altre due persone che facevano parte della comitiva, che sono riuscite da sole ad uscire dal cumulo di neve che li aveva coperti, Costantino Stefanetti e Gianmosè Scandella, residenti a Clusone e Cazzano Sant’Andrea. Sono state proprio loro a lanciare l’allarme, attorno alle 12.30. La zona era stata interessata da abbondanti nevicate nei giorni scorsi e l’alta Valcamonica, nei giorni precedenti, aveva lanciato il preallarme riguardo la possibilità di frane e valanghe.

Saranno dunque le prossime ore a dire se le montagne della Valcamonica sono state  o meno teatro dell’ennesimo dramma provocato da una slavina. Un dramma che mai come questa volta sarebbe stato annunciato: viste le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni, infatti, assai probabile era la possibilità di imbattersi in una valanga. Nonostante ciò, la comitiva di sci-alpinisti, ignorando le raccomandazioni degli esperti, ha deciso di affrontare l’ascesa della Calotta che sorge al confine tra Temù e Ponte di Legno. I quattro erano partiti in mattinata dal rifugio Petit-Pierre al Corno d’Aola e procedevano lungo il classico percorso che li avrebbe dovuti portare sull’Adamello se il loro passaggio non avesse innescato il distacco della valanga.