BRESCIA – Liceo Brera: “Lunga vita al calcio!” con i giovani

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Riprende con un “Lunga vita al calcio!”, esclamazione utilizzata da Alberto Mossini la scorsa domenica, la rubrica “Giovani atleti raccontano“, e numerose sono le testimonianze di oggi.

Iniziamo dal racconto di Mattia Armanini, classe II A:«Sono un ragazzo di 15 anni, abito a Flero e l’attività sportiva che da sempre pratico è il calcio, sia con la mia squadra, sia come hobby nel tempo libero insieme ai mie amici.

Mattia Armanini
Mattia Armanini

Ho iniziato la mia carriera nel “Flero” e dopo due anni, sono stato chiamato dal “Brescia”, società nella quale sono rimasto per due anni, per poi tornare nel “Flero”.

L’attività sportiva, secondo me, è sempre stata un momento di divertimento. Alcuni vivono lo sport solo come un momento ricreativo, altri solo come un momento di competizione, altri ancora come di rilassamento; io ritengo che tutto ciò rientri nella categoria del divertimento.

Il divertimento è tutto: quando sei con i tuoi amici ti diverti, quando combatti per ottenere la vittoria ti diverti ed è così anche quando ti rilassi.

Il calcio è uno sport molto competitivo, uno sport di squadra dove ti senti unito in un gruppo ben compatto, dove ci si diverte a lottare tutti assieme».

Nicolò Lancini
Nicolò Lancini

Intervistiamo ora il suo compagno di banco, Nicolò Lancini: «Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo sei anni e gioco tuttora.

Quando ho iniziato a giocare, ero iscritto nel “Cologne Calcio”, dove sono rimasto fino al febbraio 2011, quando andai a giocare nell'”Fc Sarnico”; qui ho avuto modo di imparare moltissimo grazie all’alto livello della società e degli allenatori.

L’anno dopo sono andato a giocare nel “San Pancrazio” e anche lì ho vissuto un’esperienza bellissima grazie agli allenatori e ai compagni di squadra.

Questa stagione sono tornato a giocare a “Cologne”, con tutti i miei amici e con un mister molto bravo e simpatico. Adesso mi sto divertendo e siamo anche una bellissima squadra.

Per me giocare a calcio significa molto, quando prendo un pallone provo emozioni fortissime.

Il ruolo che faccio è anche quello che preferisco: infatti, l’attaccante è l’elemento della squadra che secondo me, segnando e fornendo assistenza, la porta sulle spalle».

Il gioco riprende con Giacomo Vittorio Peroni:

Giacomo Vittorio Peroni
Giacomo Vittorio Peroni

«Mi chiamo Giacomo , e sono un ragazzo di quasi sedici anni.

Amo il calcio, lo sport e la competizione sana e sportiva. Mia madre mi racconta che, fin da quando ero piccolo, il mio gioco preferito era la palla: ne avevo di tutti i tipi e misure.

In quel periodo abitavamo  in un residence dove il gioco con il pallone era severamente vietato da regolamento, io cercavo in tutti i modi di trovare un posto dove giocare e non dar fastidio a nessuno, ma puntualmente il custode del complesso mi sequestrava la palla.

Per dare sfogo a questa mia passione i miei genitori decisero di iscrivermi a calcio  nel piccolo paese in cui abito. Ricordo ancora il primo allenamento, in quell’immenso campo verde… il profumo dell’erba appena tagliata e le farfalle che svolazzavano.

Io mi sentivo davvero piccolo di fronte a tutto questo, ma effettivamente ero davvero piccolo: non avevo nemmeno compiuto i cinque  anni! Indossai la divisa che mi diedero, ero molto buffo. I pantaloncini erano molto grandi per me, arrivavano sotto le ginocchia e la t-shirt appena un po’ più su, ma io ero contento, veramente contento. Potevo finalmente giocare a pallone senza avere paura del custode del complesso.

Da allora ho sempre giocato con lealtà ed entusiasmo, contento di andare agli allenamenti ogni settimana e difficilmente salto un incontro.

All’età di dodici anni ho sentito il bisogno di cambiare qualcosa. Il calcio era diventato piatto, come se il mio allenatore non aveva più niente da insegnarmi, ma io sapevo che c’era ancora tanto da imparare e non mi sentivo appagato.

Decisi di parlarne con i miei genitori che capirono le mie esigenze e la stagione successiva mi iscrissero in un’altra società a pochi kilometri da casa e vicino alla scuola che frequentavo allora: la “Pro-Desenzano”.

Sono ormai quasi cinque anni che gioco con loro e mi trovo bene, ho avuto anche delle belle  soddisfazioni , soprattutto il primo anno.

Il mio primo allenatore  nella “Pro-Desenzano” si chiama Alberto e con lui abbiamo vinto tante partite e tornei. Uno dei tornei più belli che abbiamo fatto è “Brescia Oggi”: non lo abbiamo vinto ma siamo comunque arrivati terzi con grande soddisfazione. Ricordo che in quel torneo ho fatto il gol che ha permesso la mia squadra di passare alle finali. Bellissimo vedere la felicità dei miei compagni.

Adesso  appartengo alla categoria allievi e gli allenamenti sono veramente duri e impegnativi, ci incontriamo tre volte a settimana e per la partita e ad ogni partita sento sempre la stessa energia  che avevo quando ero piccolo.

Non so fino a quando giocherò a calcio. Certo è che ogni allenamento, ogni partita devo difendere il mio posto nella squadra, ogni anno arrivano nuovi ragazzi e ogni anno mi trovo a dover difendere il mio posto ottenuto con tanto sudore.

Non nascondo che adesso conciliare tutti gli impegni è diventato molto difficile, soprattutto riuscire a studiare e cercare con volontà di andare bene a scuola. Ho dovuto sacrificare alcune uscite con gli amici e dedicarmi alla scuola e allo sport, perché è quello che amo di più».

Alla prossima domenica.