BRENO – Hotel Giardino: trasformarlo in un centro di accoglienza? La Lega dice no

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L’intervento della cooperativa sociale K-Pax ha destato una grande mobilitazione politica e la Lega Nord ha già raccolto oltre 300 firme per manifestare il suo dissenso rispetto al progetto di trasformare l’Hotel Giardino in una sorta di centro di accoglienza per immigrati.

V FarisoglioIl primo cittadino Sandro Farisoglio ha spiegato che ciò non potrà accadere e ha parlato di informazioni false: ha infatti ricordato che l’articolo 117 delle norme tecniche di attuazione del Pgt, relativo alle destinazioni d’uso, prevede chiaramente la destinazione vincolata dell’immobile ad attività terziaria commerciale e non a centro d’accoglienza. Secondo il sindaco, dunque, trattasi di una sterile polemica, attraverso la quale vengono raccontate falsità ai brenesi tramite un agire scorretto della vecchia politica. Le critiche di Farisoglio sono indirizzate alla mobilitazione del Carroccio, legata alla ristrutturazione attualmente in atto presso l’hotel di proprietà della famiglia Cominelli. I lavori sono portati avanti dalla K-Pax e l’obiettivo è quello di far sì che la struttura, una volta completati i lavori, possa essere adibita a luogo per attività ricettiva.

La Lega Nord, tuttavia, teme una destinazione diversa – un centro di accoglienza per immigrati: così, nei giorni scorsi, e precisamente domenica 12 maggio, ha montato un gazebo proprio dinnanzi alla struttura e ha raccolto oltre 300 firme alla presenza di Davide Caparini. Durante il presidio si sono registrati attimi di tensione quando alcuni giovani della zona hanno cercato di discutere con i manifestanti. Il segretario del Carroccio Luca Salvetti, infatti, sostiene che i cittadini si sono detti preoccupati per l’eventualità che l’albergo, rimasto ormai l’unica struttura ricettiva del paese, possa divenire un centro di accoglienza. Eventualità che darebbe una botta al turismo e all’economia, che già si trova in una situazione di profonda crisi.

In tutta risposta alle sue parole, il sindaco ha puntualizzato che l’amministrazione comunale è contraria alla trasformazione della struttura in un centro di accoglienza o in residenze per gli immigrati, sia perché il paese verrebbe privato dell’unico albergo che possiede sia per gli stessi stranieri, che se riuniti in un’unica struttura non riuscirebbero ad integrarsi.

V Hotel giardinoAlle queste parole ha fatto eco il segretario della Lega Luca Salvetti, che è anche coordinatore provinciale MGP Valle Camonica: “Al Sindaco di Breno, che si professa un sostenitore dell’accoglienza diffusa e quindi dell’immigrazione a spese dei cittadini, possiamo rispondere semplicemente citando Giorgio Gaber: è bello sentirsi buoni usando i soldi degli italiani. Farisoglio si dice contrario alla trasformazione dell’albergo Giardino in un centro di accoglienza ma sostiene la cooperativa K-PAX – tuona Salvetti – che al primo punto dell’oggetto sociale (lo statuto è consultabile da tutti su internet) può gestire servizi socio-assistenziali ed educativi a favore di singoli e della collettività, quali ad esempio: la gestione di centri accoglienza, appartamenti residenziali e/o di emergenza sociale e di ogni altra tipologia di servizio volta all’assistenza e può svolgere attività di promozione dell’integrazione sociale e culturale dei cittadini stranieri e dei soggetti emarginati attraverso corsi di lingua italiana, percorsi di accompagnamento sociale, sostegno all’inserimento lavorativo e abitativo.

Nello statuto si legge che per realizzare gli obiettivi sociali la cooperativa può  svolgere attività produttive comunque non finalizzate all’inserimento lavorativo” e “gestire stabilmente o temporaneamente, in proprio o per conto terzi: aziende in proprietà o in affitto e potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni di natura immobiliare, mobiliare, commerciale, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali. Infatti, sino ad oggi, come si evince dalla visura alla camera di commercio la cooperativa ha come attività prevalente la gestione dei centri di accoglienza, appartamenti residenziali e/o di emergenza”esercitata a Piancogno, Edolo, Malegno e Breno. Se l’amministrazione é, come dice di essere, realmente contraria a questa soluzione, diventi un interlocutore credibile per i privati, e sono molti, che ancora vogliono investire nell’albergo migliorando la ricettività di Breno”.