MILANO – I giornalisti rinnovano l’Ordine. Dal MLG idee su web, quote e professione

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Domani (domenica 19) e lunedì 20 maggio, con l’eventuale ballottaggio il 26 e 27 maggio, si vota per il rinnovo delle cariche al Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. E la lista “Movimento Libero Giornalisti” propone per il futuro un programma in undici idee rivolte agli iscritti all’insegna del “Più web, meno carta e un aiuto concreto a chi ha perso o cerca lavoro”.

OdG logoAggiornamento professionale: dall’1 gennaio 2014 la formazione per tutti i giornalisti sarà obbligatoria. Ci impegniamo a promuovere e a monitorare iniziative di adeguato livello didattico e contenutistico. Questo ambito, in passato, è stato il terreno in cui troppi soggetti poco professionali hanno di fatto contribuito a screditare un sistema che noi vogliamo efficiente e con risultati misurabili.

Quota annuale in base al reddito. Ad oggi si pagano 100 euro, 50 dei quali devono essere versati all’Ordine Nazionale. Noi proponiamo che chi guadagna meno di 5mila euro l’anno deve pagare 75 euro. L’Ordine della Lombardia userà gli accantonamenti per saldare la cifra mancante. Ogni anno gli iscritti dovranno produrre documentazione che dimostri la loro situazione reddituale in modo da dimostrare di non raggiungere la cifra minima. In Consiglio Nazionale ci batteremo per diminuire, sempre per chi ha difficoltà economiche, la quota di 50 euro che viene richiesta al fine di dimezzare nel complesso la quota attuale.

Trasparenza in tutte le nomine e in tutti i concorsi, in particolar modo dove c’è un impegno economico. Ogni qualvolta l’Ordine deve fare una nomina questa deve avvenire tramite un bando con requisiti ben chiari e con punteggi rigidi. Stesso discorso deve valere per le società chiamate a gestire il sito web e i corsi di formazione. Tutto deve avvenire nella totale trasparenza.

Sì al ricongiungimento per i pubblicisti, ma senza illusioni. Diventare professionisti è un riconoscimento, ma non è la soluzione di un problema. Chi lavora poco da pubblicista troverà la stessa situazione da professionista. Il vero rischio è quello di aumentare il numero dei professionisti senza lavoro.

Tabloid diventerà un giornale solo online. Sarà il giornale della categoria che consentirà a tutti gli iscritti di partecipare al dibattito. E visto che siamo giornalisti, potremmo decidere di renderlo più aggiornato e più “di servizio” con una serie di blog gestiti dagli iscritti e moderati dall’Odg.

L'attuale presidente Letizia Gonzales
L’attuale presidente Letizia Gonzales

Elenco aspiranti pubblicisti. Chi deve diventare pubblicista a oggi si deve presentare dopo due anni e portare la documentazione necessaria. Troppo spesso i colleghi che chiedono l’iscrizione scoprono che il lavoro non va bene e che i compensi sono bassi o avvenuti in modo errato. Bisogna istituire un registro degli aspiranti pubblicisti. Gli editori e/o i direttori delle testate entro tre mesi dell’inizio della collaborazione devono darne segnalazione all’Ordine. Qualora ciò non avvenisse si apre un procedimento disciplinare a carico del direttore responsabile.

Riduzione Consiglio Nazionale: attualmente i consiglieri nazionali sono 160 (i parlamentari della Danimarca sono 179) e con la legge attuale, che basa la rappresentanza sulle iscrizioni, cresceranno all’infinito. Senza nessuna discussione devono essere ridotti a 90 con un’equa proporzione tra professionisti e pubblicisti. Anche il numero dei pensionati deve essere limitato.

Uffici Stampa: chi lavora in questo ambito non è un giornalista di serie B, ha diritto alla sua dignità e svolge un ruolo fondamentale per chi fa informazione. Il nostro impegno è sensibilizzare tutti gli uffici stampa, ma in particolare quelli delle amministrazioni comunali, provinciali e regionale, alla piena applicazione della Legge 150/2000.

Informazione sul web: chi opera nell’online è chi, oggi, fa informazione in prima linea e deve poter contare su un Ordine che tuteli la sua professionalità. I siti di informazione devono essere registrati in Tribunale e un “bollino” garantirà i lettori di leggere una testata giornalistica riconosciuta dall’Ordine.

Stop ai doppi incarichi di categoria: basta con consiglieri dell’Ordine che si fanno eleggere anche nel sindacato o in altri organismi di categoria. E un secco no ai politici nei consigli dell’Ordine.

Un prestito d’onore per chi, rimasto senza lavoro, o non riesce a trovarne vuole investire sulla sua formazione professionale e specializzarsi con le competenze oggi richieste dal mercato: saper scrivere, saper scattare immagini (in assenza di un fotografo professionista di cui le testate non sempre si dotano), saper girare video e curarne l’editing, saper gestire streaming video e audio di eventi, interviste, manifestazioni pubbliche, saper aggiornare un sito internet. L’Ordine può offrire il suo contributo alle start up di giovani (e non) giornalisti imprenditori di se stessi.